RUBRICA D,ARTE E UN POCO DI VITA-DI ROSANNA ROMANO- NEL BLOG-APPUNTI DI VITA-UE-E-PERIODICO DAILY IMPAGINAZIONE ORNELLA OGLIARI

RoRo : Accanimento terapeutico: lasciateli andare in pace!
RoRo: molte volte in un letto ed in una stanzetta d’ospedale si consumano violazioni, a mio parere, del diritto alla persona.
Parlando di diritto o privacy mi chiedo a questo punto dove può spingersi il limite dell’accanimento terapeutico.
In questi giorni in prima persona mi sono trovata in una situazione assurda, bloccata a letto con una persona come compagna di stanza, gravemente ammalata.
Non condivido la scelta dei famigliari, ma sono le loro!
Non comprendo il comportamento poco etico o forse di normale routine dell’équipe medica di un ospedale.
Ho vissuto quattro giorni di angoscia .
Non trovo nel modo più assoluto sia giusto che un paziente estraneo debba essere costretto a sentire ogni valutazione, percorso terapeutico di un paziente arrivato all’ultimo tratto di vita, i medici responsabili che, con 12 dottorandi, tengono due volte al giorno la consulta medica.
“Se fosse mia madre” davanti al paziente ed un’estranea, giudizi su decisioni dei famigliari per non accettare la realtà di una fine , volendo continuare nelle terapie e loro medici sapendole inutili espresse a voce alta guardandomi con interrogazione.
Sicuramente non è un compito facile neanche per i medici quando esiste questa esagerata volontà da parte dei famigliari, che non riescono a recepire nel giusto senso ciò che gli viene spiegato.
Credo che in certi casi i medici dovrebbero dire basta! oltre non si può .
Penso che la persona ammalata abbia diritto di non subire tanto dolore inutile seppur non ha la parola per dire basta, anche se i famigliari non accettano il distacco.
In quel letto ho visto pupazzetti,?cuscinetti ed un continuo chiamarla per :”SECONDO LORO”, stimolarla :”ma lei c’è la fa”.
Ma di cosa parlavano! Non è umano dare tutte queste sofferenze in più, quando il ciclo della vita è terminato, lo trovo solo egoismo personale ed accanimento terapeutico. 91 anni: lasciatela andare in pace.
Una cosa mi disturba molto: penso che non dovrebbero far condividere la stanza quando la situazione è così grave, visitarla ok ma la consulta in separata sede!
Non ho visto rispetto per la persona e neanche per chi era essendo fisicamente bloccato a rimanere all’ascolto.
Mi echeggia ancora nella testa :”ai ai ai”continuo, loro “che cosa ti fa male!amore” ecc per sei ore al giorno.
Pure le infermiere si sono rifiutate di trovare la vena per eventuali prelievi e sicure trasfusioni già richieste, dovendo così i medici far subire in rianimazione l’accesso venoso per via femorale dopo aver praticato un sondino per l’alimentazione in un ammalato con Ictus e per un eventuale se possibile amputazione dell’intera gamba Ischemica,
con lo stesso processo nel lato opposto compreso braccio.
Veramente sono disturbata da tutto ciò, lo capirei in un paziente giovane, questo volere a tutti i costi trattenerlo.
Lo so sono percorsi difficili ma il bene non dovrebbe far posto ad un nostro bisogno ma bensì il meglio per i nostri cari
Ci sono percorsi diversi per affrontare tutto questo ,la terapia del dolore assistita; non cambia nulla ma almeno vanno serenamente. Articolo per periodico Daily
Articolo per il periodico Daily

NOVELLI CONOSCERE UN ARTISTA è CONOSCERE SE STESSI
La mia ricerca sui social riguardo il mondo di artisti pittori che dura da diversi anni, è per me motivo di approfondimento della conoscenza di tecniche, espressioni artistiche.
Sono lieta di presentarvi un maestro d’arte originario di Chieti: Giustino Novelli, artista ed insegnante di disciplina artistica.
La cosa che mi ha colpito di più dell’artista Novelli seguendolo ed osservandolo è il modo in cui, incastro sopra incastro, colori e forme si manifestano in ogni sua opera con scena di un quotidiano sentire in ciò che lo circonda: per questo ama con convinzione l’estemporanea! Cosa di non semplice esecuzione.
Novelli con grande sapienza sa stendere e sovrapporre colori su colore in completa trasparenza l’un l’altro, creando atmosfere a volte sfuocate oppure colorate, dove ritrovi il mare o paesaggi pensati, visti con un profondo e personale io
Un paesaggio sempre pulito e sgombro del superfluo, con una velatura di nostalgico ieri o inquietudine del presente, profondo dialogo dell’anima.
Le sue tele quasi monocrome danno traccia all’insieme di manifestazioni di malinconie, sfumate come la realtà della vita o nostalgiche forme evocando ricordi di mestieri antichi e di forti valori, rapportando al presente queste immagini ,sa catturare con grande forza lo sguardo e l’interesse di chi le osserva
Pochi colori su basi fredde ma con maestria in piccoli o grandi spazi che riesce a riscaldarli , colori che sembrano vivere l’eterno e nascosta gioia, dando traccia di un sorprendere ogni volta in opere grandi. Veramente bello il suo lavoro!
Meticoloso, curato, studiato nel presente e vissuto, fino nel profondo essere.
L’artista Novelli, sa scrivere sulla tela le malsane stagioni che viviamo al presente con tutte le complicanze della società odierna, “forse questa è la sua malinconia”.
Le sue opere sono veramente particolari , “non sono le tele che si adattano alle dimore, ma bensì le dimore seguono ciò che racconta l’opera”.
La qualità di Giustino Novelli , del suo impegno di elaborata ricerca e conoscenza viene testimoniata dai moltissimi premi e segnalazioni in tutto il territorio italiano e con diritto entra nella rosa degli artisti di pittura contemporanea.
Le sue opere di inconfondibile tratto, dove tracce del suo essere, testa, tecnica ed anima emergono in ogni suo tocco.
Concludo con un suo profondo pensiero:” Se non appezziamo le cose che ci circondano a noi care: “vorrà dire che a ognuno di noi resterà un vuoto che non si colmerà mai”.
Giustino Novelli: conoscere un artista è conoscere anche se stessi

LA GENIALITA

RoRo: Arte e genialità: dedicato a pubblico e lettori
Un compito non facile rappresentare la genialità.
Cinque artisti sparsi per l’Italia dedicano il loro fare a voi pubblico e lettori : ‘il nostro fine è regalare emozioni ed avvicinarvi al mondo dell’arte, dove in ogni piccolo segno rimane il tempo il cuore e la mente di chi lo elabora, con ciò che vi è contenuto.
Rosalba Acquaro , artista nota e già conosciuta da voi lettori nell’articolo, percorsi introspettivi dell’anima, 13/09/17″.
A voi porta questa opera con la magia della genialità , “la neve ” ed un simbolo L’Alce!
cosa vi è di più geniale della natura stessa nel mutare nel tempo che scandisce ogni anno

Mariachiara Patriarca, anche lei artista già nota e descritta nell’articolo, ”la passione si manifesta del 14/09/17″.
Vi dono il suo dire, esprimere e conoscenza sulla genialità!
“Ipazia di Alessandria è stata una matematica, astronoma e filosofa Greco antico.
Poche donne nella storia antica hanno avuto la possibilità di distinguersi nella scienza, nella filosofia e nell’arte: era un esclusiva del mondo maschile.
Alla donna non era permesso superare l’uomo in nulla ! sopratutto intellettivamente, era ritenuta una presentuosa da ignorare ed annientare.
fu ”assassinata , martire per la libertà di pensiero”.
Ecco perche ha deciso di dedicare questa opera del genio alla grande Ipazia , ”uccisa per la sua genialità”.
Grazie a donne come lei oggi abbiamo la libertà che ci aspetta di diritto.
Calza Giorgio lo collochiamo in mezzo a noi,” il nostro beniamino”, conosciuto artista attraverso mostre ed articoli, ”pittura e disabilità, un universo pieno di emozioni,31/08/17
e disabilità ,ultimo capitolo. 26/09/17.
Artista puro, anche lui mostra la genialità intesa nell’esistenza in cui viviamo e come siamo rappresentati ora nella società.
Lui vede nel suo essere geniale ciò che è l’attuale differenza nei ceti umani.
Ha diviso in tre parti ,il ricco il povero; e il niente= povertà a cielo aperto.
Le case dei ricchi sono adornate da finestre e dettagli, l povero con case vuote senza aperture , a precipizio su uno spazio bianco :” la povertà assoluta” , uguale al niente!
Gian Roberto Tognetti :”Artista senza tempo, poesia infinita”. pubblicazione articolo il 12/09/17, come posso commentare chi già genio, artista, poeta lo è!
Mi limito a trascrivere il suo dire e condividere la sua opera.
“Il genio è quell’immutabile cera persa nell’infinito, appartenere ad una candela consumata dal fuoco di una brillante idea.
Nel nulla ritrova il senso di ciò che è tutto , ovvero di quell’esistere senza dare ragione alle stagioni , un orologio in perpetua assenza di tempo che pur si muove.
Ci sono lacrime che non cadranno mai per terra, sono quelle di Shelock Holmese del dott. Yohn Watson.
Un unico occhio per osservare quell’eterna geniale amicizia”.
Ora tocca a me ! non posso descrivermi già mi conoscete attraverso i miei scritti, spiego ciò che in questa opera o voluto rappresentare secondo un mio concetto o visione.
” La genialità non ha sesso preferito! ho fatto una donna con ogni suo pensiero , non c’è genio migliore di lei”.
Alle spalle il mondo, che è al maschile e ne fa la conoscenza dell’essere.
Le donne sono la genialità assoluta e concreta di questo mondo , abbiamo mille genialità per ognuno ma rimaniamo sempre ultime nel nostro io.
Complicato o semplice il concetto che mi pongo , spero di essere riuscita ad esprimerlo.
Il genio, la genialità una tematica , antica e vecchia come il mondo ,attuale nello stesso contesto di ora.
Oggi che l’arte è molto confusa e distratta , mi piacerebbe molto che ogni artista non inquinato avesse la possibilità di uno spazio,
senza dover mettere mano a tutto ciò che le ruota attorno e che per molti monetariamente è impossibile sostenere.
Mi viene di affermare un detto:” L’artista vale più da morto che da vivo “,questo è rimasto immutato.
Questi cinque artisti uniti tra loro da grande stima e rispetto ,” vi augurano un futuro anno nuovo”, intriso di genialità in ogni cosa vi si presenti.
E’ una forza ed una marcia in più alle esigenze dell’esistenza. Articolo x periodico Daily

PITTURA E DISABILITA, UN EMOZIONE DI COLORI

Diciannove anni … primo scritto!
Mia mamma mi ha quasi costretto a dipingere, ho fatto un albero con le foglie
e tutto ad un tratto , si è aperto un mondo… vedevo chiaro ogni cosa era bellissimo ,
mi sono sentito sicuro…di questo devo ringraziare mia madre.

Il secondo disegno ,un cuore diviso a metà particolare nei dettagli a matita…da una parte il bene e l’altra il male.
Un grande salto , si apre e prende visione di ciò che lo circonda da qui tutto comincia.
Montagne di disegni ,su ogni foglio le capiti inserendo pensieri.
In silenzio attirando la sua attenzione, stimolandole la mente nell’elaborare una sua idea guardandomi.
Ora sa comporre e definire un disegno diciamo visionario, eccelso ricco di forme di contenuti, quel filo acceso lo fa crescere in fretta, comincia a comunicare lasciando calare le barriere, a dimostrare l’affetto “come mai fatto”. Ha imparato a mostrare il suo intimo sentire.
Passa tempo e sempre instancabilmente continuo a leggere questo appiglio collegandomi a lui.
Altra tappa, desiderio di sperimentare, comincia a fare riflessioni parlandone, spiega ciò che lui vede in quella tela.
Mi chiede e io rispondo vai avanti quando avrai finito poi ti dirò.
Opere talmente certosine da non credere. Faccio la proposta di fare altre opere su quel tenore e che lo inserirò in una mostra con me ed altre due artiste ,cosa fatta e risultato molto soddisfacente, si ritrova a leggersi in un articolo di quotidiano della sua città e da qui molte altre.
Passaggio alla china con vecchi pennini del padre, ricordo dei tempi di all’ora quando lo scrivere era con penna e calamaio, un modo per ricordarne la memoria!
In lui il seme cresce, si accosta ai colori, esplode in opere concettuali belle,
passando a forme geometriche. Avendo frequentato la scuola Montessori inconsciamente riproduce il materiale usato in questo metodo, incastrandolo e in modo naturale da profondità e evidenzia la conoscenza dello spazio.
Man mano che guarda il mio fare lo illumina e fioriscono pensieri dando il via alle mani, a volte in gesti di emozioni istintive perciò astratte, oppure visioni di ciò che lo circonda.
Un chiodo fisso saper fare gli occhi e ci prova in un dipinto da lui chiamato maschera.
Un bel giorno chiede , mi faresti solo il punto della distanza fra due occhi in un volto! pronto fatto , anche qui un altra tappa accettare e chiedere un aiuto ,
be opera straordinaria che inserisco per conoscenza.
Cavalcando il momento buono proponendo e gratificandolo acquista sempre più sicurezza e stima di se stesso, getto un sasso “inserimento di ciò che vuoi”.
Un’ altra splendida opera significativa “il tempo” con relative spiegazioni, grande!
Ora non ha più bisogno di stimoli è arrivato il tempo di lasciarlo volare nella sua arte.
Un neonato da abbandonare, tanto non lo recupero più!
La volontà di non arrendermi informandomi, leggendo testi di psicologia teorie di diversi pensieri, un lavoro immenso per portarlo nel mondo, sempre con attenzione ai minimi cambiamenti ponendomi sempre al suo posto, per capirne le reazioni o raggirando l’ostacolo dandole modi di accettare l’ascolto.

Sembra una storia impossibile ma è realtà. Ora sa leggere scrivere sa fermarsi ad ascoltare e comprendere , eccellente artista molto profondo!
La prova , l’ultimo capolavoro con la spiegazione, dove unisce ciò che in questa era di confusione viviamo, un genio!
Rimangono comunque certe caratteristiche dell’invalidità sul ritardo mentale e una malformazione al cervelletto, fisicamente è un bel ragazzo.
Ora so, sarà capace di affrontare la vita nel miglior modo, con dignità rispetto ed umiltà verso se stesso ed il mondo.
Un uomo di 39 anni! vent’anni da quel giorno di un inizio in quel filo conduttore.
Molti altri punti si potrebbero toccare non di semplice dire, hanno tutto ciò che
abbiamo noi, non manca nulla nel loro percorso, sanno sentire amore, gioia rabbia, dolore, serenità, aspettative e voglia di vivere.
Ora sono stanca, ora posso permettermi un po’ di serenità e posso pensare a me!
Tutto questo dire era una promessa con me stessa, testimonianza per chi si trova a percorrere questo cammino laborioso ed infinito. Aritcolo per periodico Daily

Dalla mia rubrica d’arte e un poco di vita nel BLOG-APPUNTI DI VITA -UE

27 gennaio: il giorno della memoria; oggi voglio parlare di questo anche se non è arte ma come tale identifica i popoli.

Feci un articolo sulle Pietre D’Inciampo collocate in molti luoghi ispirandomi alla testimonianza-racconto di  Franco Gallina per i suoi figli, Gigi, Carla e Silvio Gallina .

Domenica 27 gennaio 2019 il Sig. Gigi Gallina si è recato a porgere un saluto al padre e a rendere omaggio all’onorificenza della pietra D’Inciampo, ma giunto sul posto ha trovato il S.Pietrino sfregiato; episodio che mi rattrista molto e mi causa un profondo rammarico.

Come memoria storica vi riporto il racconto di un sopravvissuto: mio padre. Sebbene non ne avesse mai parlato, ascoltandomi mentre trascrivevo l’articolo per il Sig. Gigi Gallina, mio padre si sentì di raccontarmi per la prima questa parte della sua storia, e per questo lo ringrazio.

Due strade e storie diverse: il Sig. Franco Gallina fu arrestato e internato  nei campi di concentramento, Angelo Romano fu preso come prigioniero di guerra e usato nelle fabbriche tedesche.

Angelo Romano classe 1924 venne chiamato alle armi il 27 agosto del 1943. Arrivato a Bressanone non ebbe tempo di prestare giuramento che l’8 di settembre venne preso prigioniero, insieme ai suoi commilitoni, dai Tedeschi e portato in Germania, dapprima in un campo di concentramento del quale non ricorda il nome,  e successivamente trasferito in uno stabilimento.

I tedeschi fecero prima una proposta: “Se combatterete per noi sarete rimpatriati immediatamente”. Quelli che accettarono furono rimpatriati, ma a fianco dei tedeschi; quelli che rifiutarono furono portati a Konigsberg , in Prussia orientale.

Lo stabilimento, probabilmente chiamato Osterberg, produceva cucine da campo. Molti “operai” però comunciarono presto ad accusare problemi di salute, probabilmente a causa dell’inalazione delle vernici utilizzate. Coloro che possedevano capacità specifiche o competenze avanzate vennero spostati al reparto dove producevano cannoni, sempre all’interno della stessa fabbrica.

Mio padre, abile in meccanica e nell’uso della fresa, fu uno di questi ultimi; dodici ore di lavoro quotidiano su turni notte e giorno, e per nutrimento la solita brodaglia di bucce di patate o rape. Dormivano sul posto e durante il giorno di riposo, la domenica, erano costretti al digiuno totale.

Konigsberg fu soggetta a un bombardamento da parte degli Americani che provocò, secondo stime non precise, 45.000 vittime.

Quando i Russi iniziarono ad avvicinarsi al campo, i Tedeschi cominciarono a far fare i camminamenti (così li chiamavano); nottetempo, con qualsiasi condizione atmosferica, portavano fuori gli “operai”, molti non sono più tornati. Mio padre prima di queste sortite diceva a chi restava: “Se non torno prendete il portafoglio con i documenti  da portare alla mia famiglia”, e la stessa cosa valeva per tutti.

Berlino fu presa, ma Konigsberg resistette ancora. Poi mio padre e tutti gli altri vennero presi prigionieri dai russi, che li fecero marciare nella neve (e dormire senza alcun riparo) per più di 120 km. Arrivati a Gumbinnen, distretto dell’ultimo Reik ormai abbandonato nella ritirata, vi rimasero per parecchi mesi , sette – otto all’incirca.

Konigsberg il 9 aprile 1945  si arrese e vi furono 300.000 vittime; la violenza fu inaudita, non descriverò i dettagli, si  possono trovare nei testi di storia.

Dopo l’annuncio della fine della guerra e l’Armistizio, chi riusci scappò cosa chefece anche mio padre. Ci vollero otto mesi prima di ritornare in Italia attraverso binari russi e cambiando tradotte; arrivarono in Polonia, poi arrivarono a Essen, dove vi fu uno scontro frontale fra due treni e si dovettero fermarsi un poco di tempo. Poi proseguirono arrivando in Austria e finalmente in Italia.

Cito il suo dire: “Mi portai come ricordo il mal di stomaco, che ancora subisco. Mi diedero la Croce di Guerra, ma quando arrivai buttai via tutto, anche la piastrina ed il suo numero per DIMENTICARE“.

Il percorso di mio padre: Bressanone, Germania campo di concentramento e di smistamento di cui non ricorda il nome, Konigsberg, poi Gumbinnen,  Essen, Austria ed infine la sua bella Italia.

Quando arrivò a casa venne convocato dalla Croce Rossa Italiana che gli chiesero di collaborare fornendo i nomi dei compagni deceduti, cosa che fece per rispetto e dovere.

Gli fu proposto di andare nelle scuole a raccontare ma rifiutò, doveva vivere e perciò dimenticare.

Ho sintetizzato molto. Raccontare questo per me è difficile, ma i ricordi danno valori che devono essere tramandati alle generazioni presenti e future proprio per non dimenticare, sperando serva per un mondo migliore.

GRAZIE PAPA’, MI HAI DATO MEMORIE DA RICORDARE: UN VALORE IMMENSO.

Autrice: Rosanna Romano / Roro

STRAVAGANTE E IMPREVEDIBILE

Rosanna Romano nasce a Gussago, Brescia nel 1951.
Visto che io curioso nei fatti vostri, cari Artisti, mi sembrava giusto dirvi pure i miei in modo che vi possiate fare un’opinione
Ho messo questa foto per ricordare la notte del terremoto vicino ad Arquata, quel giorno in quel momento ero lì … lo scatto della mezzanotte! Poi è come se mi fossi sentita vuota e nello stesso tempo rinata perché ero viva.

Sin da piccola amavo disegnare, trovavo ogni cosa possibile per immortalarla ed esprimere ciò che io vedevo; lo trovavo in uno sguardo, in una smorfia, in un sorriso oppure in un pianto.
“Vedevo sempre che oltre vi era il bello, il buono e la speranza”; a quei tempi si giocava con il granoturco ed io usavo le sue foglie per mettere impressi i miei volti.


La mia Maestra di terza elementare, anche se io disapprovavo, portava sempre i miei disegni a casa sua e non ho mai avuto modo di darne uno a mia mamma.
A quei tempi eravamo pressappoco tutti uguali, “poveri” (non che la mia vita sia cambiata molto, ma non la vorrei comunque diversa) perciò non era ben visto il mio modo di esprimermi ed il mio avvicinamento all’Arte, bisognava andare a lavorare; “quelle cose erano da ricchi” perciò non mi
era permesso addentrarmi nel mio “mondo”.

Ho avuto molte soddisfazioni nel mio lavoro, dai disegni per tendaggi a quelli sui vestiti fino ai ricami usando pietre preziose e sfilature antiche, perchè creavo qualcosa che a me portava gioia.
Poi finalmente nel 2008 cominciai la mia avventura artistica e da lì iniziai a studiare le prospettive, i colori, di cui non avevo conoscenza nelle mescole e cominciai con il “figurativo” facendo il floreale, ma non mi appagava.


Lessi molti libri e studiai le varie tecniche, ma capivo di cercare altro; volevo esprimere il mio sentire, anche se non perfetto, nella forma che mi catturava che non fosse statica, che arrivasse diretta all’anima come quello che io sentivo.

Poi nel 2011/12 decisi di frequentare la scuola bottega del pittore Amos Vianelli che mi ha insegnato molto; mi ha fatto fermare ad osservare e tenere a bada l’istinto, a pensare ciò che volevo esprimere in ciò che facevo;
incominciai a conoscermi meglio a parlarmi di più e le tele incominciavano ad essere diverse e “rispecchiavano ciò che io volevo, il bello”!

Mi ricordo il panico della volta in cui disse; “disegnate le quattro stagioni” ed io brontolavo sempre mentre lavoravo ma, alla fine, furono quattro belle tele!
Di strada ne ho fatta molta come sapere, conoscenza di materiali ed uso della tecnica, anche se poi comunque emerge sempre la mia caratteristica che io definisco “imperfetta”.
Bè io continuo a fare ed a sperimentare, ho molto da esprimere e non faccio mai niente se non c’è un perché, un’emozione, una tematica, perchè ogni cosa che affronto diventa un bagaglio di esperienza e mi piacciono da morire le sfide con me stessa.

Certo vi devo dire che di Opere incompiute e lasciate lì a metà ve ne sono, ogni tanto le guardo ma prima o poi mi verrà l’ispirazione.
Una cosa ritengo fondamentale ed importante: avere una mente aperta, accettare la critica ed essere umile anche nel sapere, e donare all’Arte ciò che si vuole trasmettere senza nessuna barriera e senza nessuna pretesa, l’importante è regalare a chi guarda emozioni.


Un mio grande difetto o pregio è il mio bisogno di cose nuove mai uguali e questo, è più forte di me anche se mi dicono che devo avere un segno riconoscibile, ma a me questo non importa, faccio solo ciò che il mio cuore, la mia mente e le mie mani hanno bisogno di fare.
Questa sono io!
Con affetto a tutti voi.

“Cara Rosanna, su questo devo dissentire, non è vero che nelle tue opere non sei riconoscibile;
emerge sempre la delicatezza del tuo animo, la tua sensualità di Donna data dalle forme non perfette, come dici tu, ma di un’intensità estrema.
Il tuo “sentire” emerge in tutto ciò che fai ed arriva al cuore, all’anima; rendi vitali i tuoi volti, le espressioni con i loro stati d’animo.
Mi piace la tua voglia di sperimentare nell’Arte l’uso delle tecniche, dall’olio all’acrilico fino ad arrivare all’incisione ed all’affresco, questo ti rende un’Artista completa.
Questo è quello che una grande Donna ed un’eccellente Artista mi sa trasmettere quando guardo le sue Opere”
Ornella Ogliari

 

Diego Maffei

FORME, MECCANICA, FANTASY, FANTASCIENZA, ONIRICA, ARTE

Diego Maffei nasce in provincia di Benevento, un artista che si caratterizza per il suo sapere nel campo della carpenteria metallica, lavora come disegnatore di strutture, che riporta nella sua Arte.

L’Artista afferma: “amo definire le mie opere come anatomie grafiche del subconscio onirico”.

Diego, affascinato dalla sinuosità della figura femminile, ne trae ispirazione dipingendola nelle pose di ballerine di danza classica che per eccellenza risaltano ed esprimono il fascino del sinuoso e raffinato.

L’Artista da sempre ama dipingere e, come autodidatta, da una diecina di anni esercita la sua passione usando colori acrilici su supporti di tela .

La sua passione è tendenzialmente nell’inserire congegni meccanici che riporta nell’Arte di genere Steampunk, un filone della narrativa descritto nell’omonimo romanzo di Paul Di Filippo autore di fantascienza statunitense, conosciuto soprattutto per la sua ecletticità in questo genere che spazia dallo Steampunk al Cyberpunk ed è pure critico in quasi tutte le più grandi riviste di genere.

Lo Steampunk è un filone di narrativa fantastica scientifica dove si introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un ambientazione storica e in particolare la Londra Vittoriana dei romanzi di Conan Doyle e H.G. Welles.

Si descrive un mondo dove la tecnologia e le strumentazioni vengono azionate da una fonte motrice del vapore ” Energia elettrica” che torna ad essere come una fantasia ottocentesca, una narrativa capace di ogni progresso dove i computer sono completamente meccanici o apparati magnetici in grado di modificare l’orbita della luna.

“Come sarebbe il passato se il futuro fosse arrivato prima” questa è la frase più efficace  per descrivere l’atmosfera steampunk.

Il suo modo di sentire e vicinanza all’Onirico e Ingegnerie meccaniche, lo porta a seguire a tratti il filone Steampunk: come mia interpretazione lo vedo più nel filone fantasy come espressione e nello storico come congegni che mi riportano alla fantascienza.


Decisamente le sue opere ed il suo tratto lo distinguono e lo rendono unico nel genere!

Ha partecipato a mostre e collettive a livello locale e regionale e trovo sia giusto dargli lo spazio che merita nella rubrica d’Arte, proprio per l’unicità di espressione artistica.

Esprimo i miei Complimenti ad un artista che trovo molto particolare ed interessante.

Appunti di vita-ue, “rubrica d’arte e un poco di vita”


Luigi Ferrario

Sii “L’orafo e il Minatore del tuo Oro”

Tempera all’aceto e acrilici macerati

L’artista Luigi Ferrario nasce a Inveruno (Milano).
Già da ragazzo viene attratto dalle opere d’arte di ogni epoca portandolo ad approfondire gli studi artistici.
Frequenta nel 1982 un biennio sulle tecniche pittoriche presso la scuola “Alessandro Durini” di Milano e già nel 1984, nella storica villa Museo Rusconi di Castano Primo (Mi), espone i suoi lavori.
Riceve inoltre segnalazioni in varie edizioni del premio Arte Mondadori, fra personaggi di rilevanza del panorama artistico Italiano.
Nel 1988 vince la targa d’argento con una giuria di nomi molto rilevanti al Premio Arte.
Scelto dalla Mondadori fra i quattro Artisti emergenti italiani, viene contattato da gallerie italiane ed estere ma, per scelta imprenditoriale, declina gli inviti.

Nel 1994 viene nuovamente segnalato nel volume “Colore e materia” edito da Mondadori.
Nel 2000, ritornando alla professione a tempo pieno ed ad un lungo percorso sempre più interessante, organizza la sua prima Mostra personale nella splendida Villa Tanzi Mira.
Dovrei riportarvi i molti eventi che lo vedono protagonista con personaggi di grande spessore Artistico riscuotendo numerose critiche positive su testate giornalistiche, ma per scelta di rubrica mi sono fermata.

Nel 2007 riceve nuovamente un’altra targa d’Argento come migliore Artista.
Enzo Fabiano scrive una lunga e dettagliata recensione nel 2008 “Come un tu taciuto in cielo “.
Il 2009 lo vede protagonista con il suo lavoro più importante: studia Leonardo Da Vinci applicando e dimostrando matematicamente i segreti celati nei dipinti del genio fiorentino e conseguentemente, nel 2013, Luigi Ferrario pubblica il suo libro “Leonardo Da Vinci Nulla e la Luna” della casa editrice “La memoria del mondo”.
Nel 2014 il libro viene inserito come patrimonio librario nella storica raccolta Vinciniana del Castello Sforzesco di Milano a disposizione di studenti e studiosi; successivamente viene inserito nella biblioteca Vinciniana dell’Iris Consortium di Firenze, presso la biblioteca Nazionale Braidense di Milano e la National Gallery of Art Library di Washington.


Seguono altre due mostre personali nel 2015 e 2016; la prima dal titolo “L’ora senza voce”, la seconda “Limpide Visioni” alla presenza di numerose testate giornalistiche e Sky TV.
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private in Italia e all’estero.
La sua ultima apparizione in pubblico risale a gennaio del 2018.


Ho fatto una sintesi della biografia di questo grande Artista; solitamente nella rubrica racconto del lato emozionale delle opere ma in questo caso, lo spessore culturale è cosi elevato che il mio pensiero apparirebbe superfluo.
Con molta ammirazione verso Luigi Ferrario vi propongo alcune sue opere e vi do alcune nozioni sulla tecnica della sua pittura: fa uso di tempera fatta da una mescola di pigmenti naturali per costruire i colori come facevano gli antichi Maestri.


Ferrario usa tempera all’aceto con macerazione di acrilici; nelle sue opere traspare ogni singola traccia in una sovrapposizione di velature e forme che porta a noi con molta umiltà.
Con accuratezza fa emergere nelle sue opere semplicità e forza, come un incanto di un passato svelato o un presente con i sui interrogativi.
Onorata per avermi permesso di portarlo alla vostra conoscenza, porgo i miei complimenti sinceri ad un grande Maestro

Ornella Ogliari

Dove nasce la poesia, un sottile confine con l’arte.

E il bruco diventò farfalla

Ornella Ogliari nasce a Gimiliano  nel 1961, frequenta il Liceo Artistico e il corso di Progettista in Architettura d’Interni presso lo IED (Istituto Europeo di Design)
Spinta da un bisogno di conoscenza e perfezione, segue corsi di specializzazione in Trompe L’Oeil presso Artis School; si perfeziona nella decorazione e restauro di mobili guidata da professionisti con risultati sorprendenti.

Riflessi

Ornella, artista poliedrica, nelle sue mostre spazia dalla Pittura, con stili pittorici diversi usando vari materiali, a Lampade e Monili lasciando l’interlocutore attratto e portandolo a riflettere.

Il suo fare, in ogni piccolo o grande segno lascia una traccia di un suo pensiero elaborato prima con se stessa; la mente, le mani ed il sentire la guidano ad esprimersi con creatività raffinata, elaborata ed elegante.

Nel giardino che nessuno sa

Dalle sue opere emerge una personalità forte e sicura di se ma, tra le trame, nasconde una sensibilità molto profonda e meno sicura di ciò che vuol far apparire .

Ornella, dalle passeggiate nella Natura, coglie ogni attimo che percepisce di essa tramutandolo in arte.

Il suo temperamento emerge come un vento forte quando, ispirata da ciò che sente, corre a mettere in opera l’idea nata nella sua interiorità e vuole vederla concretizzare, attraverso le sue mani, su una tela che sia figurata o astratta, un mobile o un monile.

Anche nelle sue Lampade ornamentali c’è parte del suo vissuto, di un’emozione; nei giochi di luce le trasparenze rivelano trame di sabbia che sabbia non è, il tutto caratterizza questi splendidi capolavori.

Ho visto una nuova opera “E il bruco diventò farfalla”; qui manipolando tessuto che poi indurisce , colori e sapienza, ha composto una poesia nella sua cornice incantevole .

Ornella, a mio dire, è un’artista completa e sa dare molto; in questo ha raggiunto perfettamente ogni obiettivo che un artista si pone saper trasmettere.

Vincenzo Pirozzi

Un nuovo percorso, conoscere un altro modo di espressione

Ormai tutto viaggia con i social network e pure io, seppure non li ami molto, mi sono ritrovata a far conoscere gli artisti usando questi mezzi decisamente più immediati.

Vincenzo Pirozzi, nasce a Salerno nel 1965 ed ora vive e lavora a Pescia, in Toscana; un artista poliedrico e con molto talento, spicca per la sua individualità creativa ed unica.

Il suo percorso artistico inizia come ceramista a Vietri sulla Costiera Amalfitana; anche la musica mediterranea ed etnica lo affascina e la sperimenta con dei gruppi musicali.

Ben presto avverte il bisogno di partire capendo che la sua strada non è solo ceramica o musica, ma un bisogno di conoscere se stesso e dare risposte a interrogativi che lui sente profondamente.

Si trasferisce in Costa D’Avorio una terra che rapisce chi impara a conoscerla, a viverla e qui trova la sua anima; non può che venirmi alla mente ” La mia Africa”.

In questa terra collabora con Artisti del posto e si confronta con le realtà sociali di quel popolo, impara le tecniche del batik, cera su carta e l’uso dei pigmenti naturali.

A causa di un turbolento clima politico non favorevole, ritorna in Italia scegliendo la Toscana come luogo per continuare il suo percorso artistico, essendo questa, una terra di colori caldi dove trova stimoli e terreno fertile per continuare il suo lavoro con straordinari volti che evocano ricordi etnici.

Nel suo viaggio artistico, racconta le sofferenze del mondo in cui viviamo con una grande forza espressiva in opere figurative.

Un artista da raccontare e non di facile interpretazione; la sua Arte ha una ricerca interiore molto elaborata e non si distoglie mai dal soffermarsi sulle problematiche sociali.

Nelle sue opere, che trovo straordinarie sia per i colori che per la tecnica, trova sempre il modo di catturare l’attenzione di chi le guarda coinvolgendoli in ciò che vuole esprimere, un’Africa con le sue problematiche mai lasciata.

I disagi sociali, quasi fossero suoi e le domande che si pone con se stesso lo rendono a volte un artista
irrequieto e cupo con una sensibilità molto accentuata verso l’Umanità che ritroviamo espressa nei tratti di quegli sguardi resi con colori caldi, ma anche voglia di rinascita di un Mondo migliore.

Pirozzi artista apprezzato da critici, amanti dell’arte e gente comune per il suo linguaggio; il Critico D’arte Pierluigi Chillà lo recensisce in una sua opera “Il suo grido” My scream dipinto nel 2008: “… convince per una potenza espressiva assolutamente accentuata, non presenta affinità con le avanguardie storiche ma emerge per l’ individualità creativa del suo autore …”.

Un’ opera che apprezzo e mi ha colpito molto ed a guardarla mi ha suscitato un brivido poichè è un tema che ho trattato in un articolo ed anche perchè ho memorie dirette di mio padre.

Ho visionato ogni opera dell’artista ed ognuna è come un libro che racconta! Eccezionale.

Una cosa mi piace molto dell’ultimo suo periodo artistico, l’uso della carta di sacchetti del pane, elemento della vita quotidiana, inserita nelle sue opere dando un tono monocromatico ed i segni casuali che si formano usandola, creano un vissuto naturale su visi e corpi come fossero rughe che raccontano lo scorrere del tempo.

Non gli interessa apparire sui giornali, riviste o partecipare a mostre ed eventi se non vi è invitato perché pensa che bisogna meritarselo; infatti il 16 giugno 2016 è stato invitato a Pescia ad un evento di pittura e poesia accanto a capolavori del maestri del ‘600.

Presto lavorerà alla produzione di un secondo album fotografico che racconterà la sua storia.

Quello che ho raccontato è come ho percepito l’uomo, l’artista Vincenzo Pirozi

una dedica ricevuta da Vincenzo Pirozzi: un grande amico sincero, onesto, e un ancora con cui parlare d’arte e di molti pensieri!

GRAZIE, VINCENZO

Io vulesse truvà pace;
ma na pace senza morte.
Una, mmiez’a tanta porte,
s’arapesse pè campà!

S’arapesse na matina,
na matin’ ‘e primavera,
e arrivasse fin’ ‘a sera
senza dì: « nzerràte llà »

Senza sentere cchiù ‘a ggente
ca te dice: « io faccio…, io dico »,
senza sentere l’amico
ca te vene a cunziglià.

Senza senter’ ‘a famiglia
ca te dice:« Ma ch’ ‘e fatto? »
Senza scennere cchiù a patto
c’ ‘a cuscienza e ‘a dignità.

Senza leggere ‘o giurnale…
‘a nutizia impressionante,
ch’è nu guaio pè tutte quante
e nun tiene che ce fà.

Senza sentere ‘o duttore
ca te spiega a malatia…
‘a ricett’ in farmacia…
l’onorario ch’ ‘e ‘a pavà.

Senza sentere stu core
ca te parla ‘e Cuncettina,
Rita, Brigida, Nannina…
Chesta sì… Chell’ata no.

Pecchè, insomma, si vuò pace
e nun sentere cchiù niente,
‘e ‘a sperà ca sulamente
ven’ ‘a morte a te piglià?

Io vulesse truvà pace
ma na pace senza morte.
Una, mmiez’a tanta porte,
s’arapesse pè campà!

S’arapesse na matina,
na matin’ ‘e primavera…
e arrivasse fin’ ‘a sera
senza dì: « nzerràte llà »

E. De Filippo

RoRo, i miei silenzi rumorosi
Sono Rosanna Romano in arte “RoRo” nata nel 1951 a Gussago (BS).
Amo dipingere e conosco bene tutto ciò che si sviluppa attorno all’Arte ed è per questo che ho deciso, per pura passione, di dedicare una rubrica agli Artisti, molte volte non conosciuti ed affermati; per questo ringrazio Appunti di Vita – Blog che mi dà questa possibilità, a cui sono legata da profonda stima.
Non sono una critica d’Arte ma una semplice pittrice e mi piace raccontare ciò che vedo e sento guardando un’opera, riuscendo a carpire l’anima dell’esecutore.
Uso la rete, mezzo interattivo efficace ai giorni nostri, per conoscere e seguire gli Artisti; li contatto instaurando così un dialogo e riuscendo ad entrare nell’anima personale di ognuno dai segni, pennellate, trasparenze e forme delle loro Opere.
Cercherò di leggere, estrapolare e raccontare tutto questo.
Citerò, con orgoglio, Artisti conosciuti in un simile percorso precedente che ho dovuto interrompere per motivi di salute e per divergenze con chi collaboravo .
Artisti che ripresenterò con la loro evoluzione, ” Rosalba Acquaro, Mariachiara Patriarca, Piero Tramonta, Elio Uberti, Gildo Nova, Attilio Gulberti, Emilia Rebuglio Parea, Simone Lingua, Calza Giorgio, Tomaso Maggini, Alberto Giovannetti, Carlo Golia e Roberto Tognetti; scusate se qualcuno non è stato citato.
Racconterò nuovamente di un grande Artista e Maestro, se mi concederà nuovamente il privilegio, di cui non mi è stato possibile terminare la storia.
Ricordo la genialità di cinque Artisti , a Natale 2017, donata al pubblico con amore ed impegno.
Ho scritto di eventi della mia città, Brescia: “Picasso, De Chirico e Morandi “, “Polpenazze paese degli affreschi”, della mostra “L’Ottocento e il Novecento nelle collezioni istituzionali bresciane”, il grandioso evento “Festival Internazzionale CIDNEO di Brescia”, “Luci in Castello”, ho stilato di EXPO Arte Moderna Contemporanea a Montichiari (BS)
E non ultimo, un articolo a me molto caro, ” Pietre d’inciampo” che con grande collaborazione e dialogo col Sig. Gigi Gallina, di origine Torinese che ringrazio, mi ha permesso di narrare il racconto personale della sua Famiglia.
Intendo anche continuare a scrivere un racconto storico attraverso i ricordi del vissuto di un superstite: “mio papà! classe 1924 “; una memoria che devo non solamente a lui ma ad ognuno di noi ed alle nuove generazioni.
Altre tematiche di cui parlerò in questa rubrica saranno l’accanimento terapeutico, “Se vedi una farfalla viola” tema doloroso, e disabilità e pittura.
Cercherò anche di esprimere la mia opinione sul tema “Cos’è la bella Arte? ” …
Certamente non smentisco il mio essere Artista, per cui spazierò in vari argomenti che sono da sempre gli interrogativi che ci si pone dentro di se sul vivere, su ciò che ci circonda, su un sentire stimoli di quest’epoca che portano l’Artista ad esprimersi in vari modi.
Se avrete domande o argomenti di vostro interesse sarò felice di rispondere o parlarne.
In questa rubrica mi sarà di supporto Ornella Ogliari, artista di grande talento e valido aiuto nell’impaginazione per far risaltare al meglio gli articoli.
A presto, Rosanna Romano – RoRo

RoRo: Uguali nella differenza, differenti nell’uguaglianza

Manovra, arriva il fondo per le persone che assistono malati in casa: “caregiver familiari”.
Per il 2018,2019 e 2020 per interventi di riconoscimento del valore sociale ed economico nella cura non professionale del familiare.
Il sostegno sarà destinato alla persona che assiste il coniuge, di qualsiasi unione civile, sia dello stesso sesso e convivente di fatto, o di un famigliare di secondo o terzo grado, abbiano i requisiti di non autosufficienza, sia ritenuto invalido o sia titolare di pensione di accompagnamento!
Fin qui niente da dire, è ” UN DIRITTO”, ma le disabilità hanno mille sfaccettature, chissà perché ne rimangono fuori molti! mio figlio compreso.
Tempi lontani, non esistevano associazioni, dove tutelavano ne la persona ne la famiglia, colpita e segnata per la vita anche se l’errore alla nascita era dovuto non sempre a cause naturali!
Personalmente sono stanca, non mi va più di combattere lotte perse prima di nascere.
Se mio figlio è nel mondo lo devo a me, non di certo a nessun altro ;anzi dovevo dimenticarlo in un istituto! così mi fu detto.
Come mio figlio c’è ne sono molti, colpiti in un ritardo mentale, con Arnold di Chiari uno, (una malformazione al cervelletto, è uno scivolamento nel canale spinale) nessuno ha mai pensato che queste persone diversamente abili e che nonostante la (legge 68/99 invalidi)
non vengono collocati tutti! il lavoro non c’è, perciò un invalido con più dei tre terzi come vive? Con l’invalidità di 286 euro, neanche il minimo per la sopravvivenza!
Sono trentanove anni che faccio più che assistenza, ma comunque io continuo il mio impegno per farlo crescere, pensando a quando io non ci sarò, lui sarà in grado di autogestirsi?
Quante volte mi sono chiesta perché.
Quante notti sveglia a pensare, a studiare in quel campo così complicato, dove ti perdi e lo sconforto ti raggiunge! Ma non rientra nei requisiti.
Comunque ho saputo estrapolare l’arte dal suo cervello, questo è il mio imput
Un altra riflessione… anche ai malati sicuramente con patologie pesanti, ma che è stata una loro libera scelta: “la droga” molti percepiscono la stessa invalidità.
Perciò si dovrebbe ampliare il discorso .
A questo punto mi viene da pensare, che più rognoso sei più hai.
Un altra piccola aggiunta che vale per molti malati gravi, domande e ricorsi di accompagnamento, arrivano le risposte quando il malato è deceduto.

Fonte “La Repubblica.it”

RoRo: Vorrei, con questo scritto sulla pittura creata da persone diversamente abili, dare voce ai tanti genitori, che si ritrovano in una realtà drammatica e dolorosa.
Sono diversi…si!
Chi fisicamente, mentalmente e tante altre forme, ma credo che sono esseri con tutti gli stessi sensi nostri, vanno solo amati e seguiti di più, lasciandole il tempo che hanno bisogno.
Cosa che ho sperimentato da vicino.
Mio figlio per un ritardo e errore al momento del parto ha subito la morte di cellule dandole un infantilismo, un problema al cervelletto, di cui tralascio i nomi, troppo complicati.
A cinque giorni dalla nascita mi fu detto di dimenticarlo in un istituto. Non l’ho fatto!
Ho lottato molto, ho voluto fortemente che stesse nel mondo vicino a ogni essere:
l’asilo, la scuola, maestre di sostegno. L’inferno, ma non ho mai lasciato nulla di intentato.
La sua prima scrittura a 19 anni, dicendomi mamma non farla leggere a nessuno:
“mia mamma mi ha quasi imposto a disegnare”.
Ebbene ho trovato un filo dove accendere un motore per connettermi.
Da quel giorno tutto in salita.
E’ un talento puro con la matita, carboncini, acrilici china forme geometriche, complesse nelle sue maniere di incastro.
Ha innato un senso raffinato, eccentrico nell’accostamento dei colori, quasi impossibili pensarli abbinati.
Ho parlato di questo perché anche la scienza a volte può sbagliare. In qualche modo
dico ai genitori di seguire l’istinto, il cuore e lottare sempre.
Siamo in un epoca migliore, ci sono molti studi in merito e anche le scuole sono preparate alle diversità.
Anche lo sport è una disciplina eccellente, li aiuta a moderare certe forze, lo stesso spirito agonistico di qualsiasi persona.
Entrando nei colori è come varcare il limite dell’interiorità, prediligono le geometrie
o fanno tele dove sono come una lettura di una vita che non è reale ma armoniosa,
dove in ogni segno ci sta tutto il mondo intero.
Per chi leggerà, il desiderio di trasmettere fiducia e non farsi mai prendere dallo sconforto.
Queste persone, sono un arcobaleno nel cielo, anche se ancora una parte della società non li comprende.
[


In Tedesco (Stolperteine) iniziativa dell’Artista Tedesco Gunter Demnig.
Consiste nel depositare ed incorporare nel selciato davanti alle abitazioni o nel luogo della prigionia una piastra di ottone con il nome, l’anno di nascita, il numero, ridando individualità a chi si voleva ridurre solo ad un numero.
L’iniziativa parte da Colonia nel 1995 e fino a tutto il 2016 sono state collocate 56.000 targhe di ottone dalle dimensioni di un sanpietrino (10×10 cm).
“Inciampo” per fermare a riflettere chi vi passa vicino o casualmente s’imbatte nelle opere, non in senso fisico ma visivo per non dimenticare.
Queste pietre non hanno bandiere ma sono per tutte le etnie e religioni.
Non in tutti suscitano ciò e di polemiche ve ne sono state. Non tutti gradiscono averle sotto casa o vicino, atti brutti ve ne sono stati.
Un mio pensiero? perche rimuoverle? Si deve avere paura dei vivi e non dei morti.
Penso che le memorie servono a crescere ed a costruire un mondo migliore, ricordando e portando rispetto a chi ha subito molte sofferenze.
Luigi Silvio Gallina “Gigi ” accompagnato dalla sorella maggiore Carla e Silvio il minore avranno questo compito, anzi questo atto d’Amore verso il padre Franco, posando una pietra d’inciampo a lui dedicata il 18/01/2018 nel pomeriggio davanti al numero civico 24 di via Parma a Torino.
Il sig. Franco Gallina è nato il 22/10/1925 a San Germano Vercellese, dal racconto del figlio Gigi e documenti originali datomi dallo stesso:
Franco 18 anni si ritrovava ad essere l’ultima classe chiamata alle armi dalla Repubblica di Salò, ricordando la similitudine con il padre pure lui ultima chiamata nella prima guerra mondiale del 15/18, franco era il maggiore di tre fratelli orfani di padre! non avrebbe dovuto essere chiamato: gli ultimi giorni purtroppo” furono chiamati tutti”
la confusione e l’incertezza gli fa prendere un decisione e trova rifugio nelle campagne Vercellesi con un caro amico, che simpaticamente chiamava Maciste.
Nel Maggio 1944 durante un rastrellamento delle SS furono arrestati; si trovavano sotto il ponte del fiume Sesia località Vettignè .
Maciste cercò di fuggire ma fu subito preso, Franco si tenne nascosto, passato tempo e pensando se ne fossero andati risalì la riva ma la camionetta era ferma lì a motori spenti, aspettandolo!
Per lui iniziò quello che volle ma mai riuscì a dimenticare.
Inizia un lungo viaggio fatto di brevi fermate e moltissime violenze, portato a Vercelli e Torino, nella triste e famosa caserma di via Asti dove avvenivano gli interrogatori che mai descrisse.
Qualche giorno dopo fu transitato in p.zza C.L.N sede del commando delle SS ,ritrovandosi poi nelle carceri ” le nuove di Torino”, p.zza C.L.N. una delle più famose di Torino , conosciuta come p.zza delle due fontane il Po e la Dora,” luogo dove Dario Argento girò le scene più cruente di Profondo Rosso nel 1975″
Tutto ricominciò, binario 17 in direzione Milano e San Vittore, continuando in quei maledetti vagoni direzione Bolzano. Una cosa sola amava ricordare :
nel campo di Bolzano era passato anche il grande Mike Buongiorno. Sempre nei vagoni, Bergen-Belsem in bassa Sassonia fortunatamente grazie al suo mestiere veniva dirottato a Bitterfeld-wolfan LAGER -ANTONINI, percorrendo 1850 km su quei vagoni, arrivò a Bitterfeld il 13 settembre 1944.
Le persone come lui erano siglati , I.M.I. ITALIANISCHE MILITAR INTERNIERTE.
Nei pochi racconti che mi ricordo, diceva che il mattino si prendevano a schiaffi per farsi vedere rosei in viso, diversamente era la fine, tutti al campo venivano rasati per i pidocchi.
Anche lui raccontava che mangiava di notte ma non era così, le poche ore di sonno sognava di mangiare il cibo reale.
Il cibo dei prigionieri consisteva in una “brodaglia” di bucce di patate che sapeva di cuoio.
A metà anno del 1945 veniva liberato, riuscendo a rientrare in Italia il 9 Giugno in Alto Adige e arrivando a San Germano ai primi di Luglio .
Non trovò nessuno si sedette sugli scalini di casa. Dopo un po’ arrivò sua madre che non lo riconobbe e chiese chi era: “mama sun Franco tò fiol”.
Quattro cose porto con se: il cucchiaio, la medaglia che teneva al collo n.I.G.70971, accompagnato dalla silicosi e l’eczema. Mi raccontò che trovò nelle baracche un compaesano Guido Maneia classe 1921 che all’arrivo dei Russi, solitario fuggì verso la Francia allungando così il tempo del rientro, mia sorella Carla fu compagna di banco del figli di Guido Maneia, che prematuramente morì all’età di 8 anni lasciando un gran vuoto non solo nella famiglia ma anche per l’intero paese.
Mio padre Franco mi sorprese, solitamente andavamo in vacanza da mio fratello che viveva e vive a Laiguelia , aveva fatto amicizia con un Tedesco, un omone enorme ;il Tedesco un poco lo masticava , erano diventati affiatati, ridevano e scherzavano continuamente con un buon bicchiere di vino ed un boccale di birra.
Gli chiesi .” come fai ad esserle amico?”
“Vedi quel signore a me non ha fatto niente, c’è rispetto ed amicizia! Ricordati, comportati sempre così trattando le persone come trattano te”
Lo faccio ancora ora!
Al primo infarto gli dissero di non fumare, di non bere e di evitare tutto ciò che poteva fargli male, ma lui decise che dopo tutto ciò che aveva vissuto non si sarebbe vietato più niente.
Al terzo infarto: l’ultima immagini che ho di lui. 2/1/1986 in terapia intensiva, lo vedevamo solo in un monitor, tutti presenti, la moglie Liliana e noi figli. Solo Silvio entra con lui nella stanza, lui con il sorriso ed il coraggio fa un cenno di saluto ad ognuno ma nello stesso tempo fa segno con la mano di allontanarci da quell’ultimo distacco
“un modo per proteggerci dal dolore!”
Come figlio rivivo spesso questo passaggio, mi sembra un film, dove tutti quanti eravamo spettatori nel saluto di questa vita , rubata così frettolosamente.
Un anno doloroso ma il 26/12/1986 “arriva una nuova vita mia figlia!”, chissà un segno un regalo ,la vita deve continuare.
Non mi è facile di decidere di non inserire i documenti ma penso che solo la parola LAGER abbia in se tutte le risposte!
Un rispetto per chi vi è entrato vivendo e vedendo orrori!
Pittura: perché no?
By
 Rosanna Romano –
Non avete mai pensato di iniziare a dipingere?
Un viaggio attraente affascinante, la pittura, che ti porta nei luoghi nascosti delle memorie.
Gestualità primordiali, applicate a voglia di sperimentare porta la persona a vedere ciò che lo circonda in diverso modo, affinando un sentire.
Un po’ come una tecnica di rilassamento salutare e serena e, diciamo, un divertimento pittorico.
Incontrare le linee dove parlano di te, ogni punto forma e tratto descrive lo stato d’animo di chi le esegue.  Si deve esercitare la mano collegandola al dialogo personale, guidandola per ciò che vuoi comunicare.
Si sceglie di lavorare sui colori, ognuno di loro ha un significato ben preciso, il tratto contraddistingue ogni artista rendendolo unico e riconoscibile come un impronta del pollice di una mano.
Un giorno per caso ricominciai questo percorso, non ho più fermato il mio viaggiare.
Non conoscevo niente! Seppur da bambina mi cimentavo in volti, in ogni foglio ci trovavo una faccina, ai miei tempi non c’era sensibilità nell’arte, era cosa da ricchi,
mi scherzavano e mi mandarono a lavorare a quattordici anni, impensabile ora!
Anche lì emergeva sempre la mia voglia di creare, cosa che ho fatto più che egregiamente… e il tempo passa.
Nel 2008 mi ripresi questa voglia libertà, ricominciai la mia passione molto più ricca e consapevole di prima.
Non conoscevo niente… oltre che la matita ed il disegno, mi ascoltai molto e decisi di applicare ciò che sapevo del mio lavoro, imparai a usare colori.
Pitturare è una continua ricerca un parlare sempre più con un io interiore, pensando una tematica, e elaborarla fortemente con un personale pensiero,  accompagnata da uno studio approfondito sull’argomento.
Una frase di Pablo Picasso mi piace molto
“A QUATTRO ANNI DISEGNAVO COME RAFFAELLO, POI HO IMPIEGATO UNA VITA PER IMPARARE A DIPINGERE COME UN BAMBINO.”
Va bene vi ho raccontato un poco come ho cominciato questa lunga strada,
ho letto infiniti libri ore di computer leggendomi le biografie dei grandi e visionando ogni tecnica ed immagini… andando a mostre, partecipandovi pure, un grandissimo lavoro.
Ho sentito il bisogno di approfondire, sempre questo bisogno di andare oltre mi spingeva a mettermi in discussione, sono andata ad affinare tutto questo, il mio primo contatto a scuola bottega dall’artista Amos V. dove ho imparato a vedere e fermarmi, ho imparato a conoscere la pittura ad olio, nel proseguo contemporaneamente mi sono iscritta ad una associazione culturale guidata dal maestro Enrico S. eppure è come mi mancasse ancora qualcosa.
Vi cito un altra frase bellissima
OGNI ARTISTA INTINGE IL PENNELLO NELLA SUA ANIMA, E DIPINGE LA SUA STESSA NATURA NELLE SUE IMMAGINI (HENRY WORD BEECHER
Cari lettori che ne pensate… ci proviamo a dipingere le proprie poesie del profondo sentire?


LA RAGAZZA CON LA VALIGIA E MOLTO DI PIU’

Artista straordinaria! Come il caleidoscopio, una parola che esprime un concetto importante che Sir Brewster sapeva bene: “la piacevolezza della vista è qualcosa da coltivare e apprezzare”.

Anna Gatto nasce il 23 dicembre del 1957 a Novi Ligure (Alessandria).
L’Artista esprime così il suo pensiero: “Faccio arte perchè è il mio modo personale di trasmettere tutte le sensazioni che provo riguardo a ciò che accade intorno a me.
Scrivo anche pensieri che chiamano poesie, ma le parole non possono esprimere tutto quello che desidero trasmettere”.
Anna si diploma al Liceo Artistico N. Barabino di Genova e frequenta la facoltà di Architettura presso l’Università della stessa città.
Barbera, olio 60×60
L’artista si sposa e collabora con il marito per diversi anni tralasciando tutte le attività artistiche per dedicarsi alla famiglia, una scelta personale.
La vita purtroppo la mette a dura prova con la malattia e con la perdita del marito; questo evento costringe Anna a fare delle scelte ed a fermarsi.
Ma la domanda che si pone: Chi sono? la porta a riprende il suo spazio, penna e pennelli.
Scrive il suo primo libro nel 2008 dal titolo, “Guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu”.
La pittura, in seguito, la porta ad usare svariati materiali e tecniche per riuscire a rispecchiarsi ed a ritrovarsi, confrontandosi anche con se stessa per dare nuovamente senso alla sua vita.
Per Anna, il colore ad olio si lascia usare ovunque lo vuoi portare mentre l’acrilico è immediato e cattura l’attimo, ma è più statico; la creta che manipola, credo sia come manipolare e toccare le varie pieghe del proprio io; la resina è come l’acqua, dove scivola si ferma e immortala la forma di riserve interne ed il vetro sintetico con i suoi colori trasparenti ne diventa il suo contenitore.
Angelo, scultura figura, 32x21x20
Definirei Anna Gatto una bella persona!
L’Artista ha partecipato a diverse mostre collettive e personali in Italia ed all’Estero.
Non tralasciando mai la sua penna, partecipa alla Biennale del libro d’Artista del 2012 a Padova con il libro “Frammenti” e di seguito a Roma e Milano; nel campo Letterario ha ricevuto diversi riconoscimenti.
Sospensione Filosofia, astratto informale, olio 60×80
Pareva Fuoco!
Con rosse lingue,
dal monte cupo
saliva al cielo!
poi si disciolse
fra larghe nubi
di fumo grigio
leggero e denso,
il cielo spento,
senza stelle,
si accese di fretta dietro
la Luna.
Così si vide
che era un Sorriso
quel fuoco acceso
sopra il tuo viso
dava calore
ma non bruciava ,
e dentro il Cuore
il mio bambino
si consolava!
Bellissima cara Anna Gatto!
Ho voluto riportare questa poesia nella quale si racchiude tutto il Mondo intero da cui Anna riparte.
Eclissi, olio 85×51
Dinamica, astratto informale, olio 100×100
Un’Artista che racchiude nei suoi astratti ogni sentimento, percorso, ricerca, dolore e rinascita senza mai perdere il senso ed i colori della vita che danno quella luce in cui ritrovarsi in fondo al tunnel.
L’ARTE ti ha riportato tutto ciò che sei sempre stata e parla di te, ti ha ridato il tuo cammino.
Complimenti!
Origine, astratto informale
Questa opera è stata realizzata per un cortometraggio dagli artisti, Emanuele Zarbo e Alexander Delnevo, un’introspezione e ricerca sull’identità dell’uomo.
L’Artista addentrandosi sempre più si unisce con l’elemento acqua dove si ritrova scorrendo la propria esigenza nel seguirla.
Acqua

Le immagini e le parole parlano per lei ed il mio narrare é persino superfluo, grazie Anna Gatto.
I suoi contatti: Fb- LinkedIn – www.annagatto.jimdo.com mail: annagattoarts@gmail.com
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Autrice: Rosanna Romano / Roro
LA PERFEZIONE



L’Artista Elena Gualtierotti nasce a Cecina .
Elena sin da piccola comincia a coltivare la passione per l’arte ed è affascinata dal disegno e dallo stile figurativo.

L’artista decisamente ha un dono oltre il sapere, un eccellente buon gusto nel comporre composizioni e tecnica raffinatissima e lo si nota immediatamente nella straordinaria ed eccelsa padronanza del colore.



Nella tecnica ad olio la sua abilità è molto elevata; nelle sue composizioni è sempre presente la poetica che usa per comporre la scena artistica, una perfetta unione di sguardo e lettura.



Elena Gualtierotti nella sua pittura Iperrealista, affascina e cattura attraverso la visione delle sue opere, colori e forme di ogni cosa comune, nell’immobilità e immortalità dell’opera trasmette ciò che di bello e poetico vi è composto e qui, la sua grande maestria, è palese.

 
Elena Gualtierotti ha raggiunto risultati elevatissimi portandola a lavorare prevalentemente per un ristretto pubblico privato e di collezionisti in Italia ed all’estero.

Dal 1995 le sue mirabili opere vengono esposte all’EXPO in New York.

Penso che guardando le sue OPERE non vi sia molto da aggiungere se non ammirare stupiti la sua sapiente “Perfezione “.
Mi diventa difficile scegliere i suoi lavori, li metterei tutti!
Un suo pensiero “Il dipingere o la creatività, il disegnare fa parte della mia vita da sempre; posso dire con certezza che è nata con me, è il mio mondo dove mi ritrovo in un’altra dimensione e dove tutto è bello”.

Cara Elena ognuno di noi si esprime con ciò che le è più congeniale, chi lo fa con la scrittura, chi con la musica, con la scultura, la recitazione, il canto o in altri svariati modi, tu lo fai con il pennello dove, come dici, riesci meglio a comunicare e lo comunichi molto bene il bello che vivi in quella tua dimensione personale, profonda ed artistica.
I miei più cari complimenti!
Autrice: Rosanna Romano / Roro



SONIA VINACCIA -UN INNO ALLA VITA
L’ultimo fiore del paradiso
Sonia Vinaccia nasce a Capri nel 1979, risiede e lavora nel suo Studio a Napoli /Italia.
Il primo premio importante: una borsa di studio che le fa conseguire il titolo di Maestro D’arte a Sorrento, approfondendo le tecniche grafiche e fotografiche. Nel 1998 consegue il “Diploma di Arte Applicata.
Un altro lato artistico è la sensibilità verso la musica, di cui prende lezioni, ricevendo molto più stimoli creativi e sensibili che sono in essere a un animo artistico.
Il suo percorso è molto interessante e riceve numerose premiazioni e molto altro ma rimando a voi l’informazione sull’artista, uno stimolo in più per approfondire ciò che vi vado a mostrare visitando il suo sito personale (www.soniavinaccia.it)
I suoi dipinti sono tutti olio su tela in tecnica Surrealistica meravigliosamente espressa.
Il suo dire: “fare Arte nasce dall’esigenza di riuscire a manifestare il mio intimo; fin da piccola ho sempre avuto il bisogno di comunicare ciò che sentivo e che ero e che sono ancora, ma le parole talvolta non bastano o forse non sono mai stata brava a comunicare con esse, quindi mi sono dovuta ingegnare diversamente e dimostrare il mio pensiero con ciò che mi era più congeniale”.
L’unione fa la forza
Cara Sonia Vinaccia ci sei riuscita perfettamente ad esprimerti nelle tue opere, già dalle tue prime emerge la tua vitalità ed i colori sottolineano il tuo lato positivo, allegro e pieno di emozioni dove riesci perfettamente a trasmettere i messaggi che desideri dare al mondo a una società così complessa del presente.
Il suo primo esprimersi sicuramente sono immagini visive che addentrandosi nell’arte e pensiero ci ha mostrato la sua persona ed il suo pensare più intimo.
L’insostenibile leggerezza dell’essere
Mi pare doveroso, cara artista Sonia, dopo questa meritevole Opera mostrare il tuo pensiero, lo rispecchia appieno.
“Mi piace credere che al mondo ci sia ancora qualcuno capace di emozionarsi e sorridere, vorrei che le persone osservando i miei quadri possano andar via con un arricchimento, con una sensazione di benessere, di pace interiore o addirittura piene di buoni propositi. Io uso l’arte per dar voce ad un sogno fatto di anime pure e che ci possa aiutare a diventare persone migliori”.
Solidarietà e amore
Un messaggio forte ed elaborato nel suo essere e visione, dove gli animali si aiutano per la sopravvivenza senza risparmio o calcolo ma donandosi l’un l’atro per vivere. Meraviglioso; un grande insegnamento per l’uomo!
Bowling stercorario
Questo suo modo di veicolare i suoi messaggi più profondi prendendo come metafora il mondo animale è un insegnamento su cui l’uomo dovrebbe soffermarsi a riflettere. Gli animali non appartengono a nessuno ed a niente, ma semplicemente vivono aiutandosi e rispettando ogni specie per salvaguardare tutto, la vita, il sistema terra ed esseri viventi, uomo compreso.
Acquavita
Che dire, emozionante e tenera raffigurazione!
Sonia Vinaccia artisticamente eccelsa, raffinata nei toni ed affascinante nel suo mostrare Opere di grande pensiero dove traspare la sensibilità ed il rispetto della vita! Complimenti.
Sicuramente l’artista ha un animo che la porta a tormenti ed irrequietezze ma è proprio la ricerca di serenità tramite le domande che pone a se stessa che fanno raggiungere un equilibrio ed una pace interiore; la sua ricerca trova spazio in tutto ciò e lo alimenta sempre più, aggiunge sapienza, consapevolezza, creatività e pensiero.
Sonia Vinaccia ha saputo raccontare il tutto in una poetica storia di animali che si susseguono l’un l’altro per aiutarsi nel proseguire la vita. Bellissimo.
Sonia Vinaccia
Autrice: Rosanna Romano / Roro
I

Incontrarsi con l’Arte

Esordisco, dopo quasi due mesi di assenza dalla rubrica, con quest’articolo dedicato alla nascita di un progetto di cui abbraccio l’idea; la creazione del Centro Culturale “INCONTRARSI CON L’ARTE” che vuole divulgare, appunto, l’arte a 360 gradi.
Il 25 maggio c’è stata l’inaugurazione dello spazio con una Collettiva di pittura e scultura alla presenza di molte persone tra le quali Artisti, critici persone comuni ma soprattutto lui, l’ideatore di questo progetto Lino Monopoli, pittore, scultore e molto altro.

Lino Monopoli che spiega ad una studentessa
Da anni Lino svolge un percorso pedagogico cominciato con il progetto “Pinocchio Vagamondo” che si accosta ai ragazzi sensibilizzandoli e rendendoli più consapevoli delle emozioni vere, in modo che diventino uomini e donne in grado di affrontare problematiche profonde e di salvaguardare il pianeta, tutto con il linguaggio universale che porta ad essere persone migliori.


Simona Maccabruni e Massimo Merlini
Il Centro Culturale, Incontrarsi con l’arte ha aperto le porte a chiunque voglia incontrare l’Arte e non solo. Sarà un luogo d’incontro per conversare, scambiare idee e progetti, magari davanti ad una pizza o altro; un incontro di anime artistiche sempre alla ricerca di spunti per esternare emozioni o contestazioni, un vero e proprio salotto fra amici che si raccontano.
Artisti presenti all’evento
Un’altra bella idea del Centro, che serve a comunicare attraverso la letteratura, l’ha lanciata sempre Lino Monopoli, dando vita ad uno scambio di libri: si prende un libro ed in cambio se ne lascia un altro.
 

Opere degli Artisti Giorgio Calza, Rosanna Romano ed i Pinocchi di Lino Monopoli
Molte altre iniziative sono destinate a concretizzarsi nel tempo tra le quali incontri di musica, poesia e serate all’insegna della solidarietà.


Opere dell’Artista Ornella Ogliari
L’evento di apertura, come menzionavo innanzi, è stata la collettiva degli artisti Giorgio Calza, Lino Monopoli, Ornella Ogliari e Rosanna Romano.
Personalmente devo dire che sono rimasta stupita di come i ragazzi e le persone più adulte interagissero con gli artisti chiedendo spiegazioni sulle tecniche e motivazioni delle opere.
Ancor di più il piacevole stupore è stato per l’atmosfera che si è creata nel Centro, che a dire di chi era presente, è stato vissuto come un incontro di amici in un clima famigliare.
Opere dell’Artista Giorgio Calza
Mi ha ricordato tempi addietro dove vi era l’esistenza di salotti d’arte in cui si ritrovavano in pochi eletti … ma qui, a differenza di quei tempi, il salotto (e l’Arte) avvicina ed è per tutti.

L’attore Annibale Lino Fontana
Nel corso della manifestazione si è esibito anche l’attore Annibale Lino Fontana che ha intrattenuto con la recitazione di alcuni suoi brani a significare un’arte a 360°.

Locandina Alvaro Gomez
Altri Artisti, che abbracciano il linguaggio universale dell’Arte e l’ideale del Centro, hanno già aderito al prossimo evento fra cui l’artista e maestro d’arte venezuelano Alvaro Gomes conosciuto e stimato.
Momento di intrattenimento dell’evento
 
Un ringraziamento va a Simona Maccabruni che, sapientemente, ha presentato l’evento e gli artisti; e un grande grazie a Massimo Merlini che ha messo a disposizione lo spazio poiché crede che possa diventare un polo di attrazione per gli amanti d’Arte e non solo.

Con il suo Pinocchio Vagamondo, Lino è riuscito il 20 maggio 2019 ad entrare alla Camera dei Deputati a Roma con un progetto in collaborazione con l’Unicef per i diritti dei bambini.
Manifesto Pinocchio Vagamondo alla Camera dei Deputati (Lino Monopoli)

Autrice: Rosanna Romano / Roro
PICASSO IL VECCHIO CHITARRISTA CIECO
LA BELLA ARTE

La primavera – Sandro Botticelli
Una domanda che mi faccio ed a cui rispondo sentitamente è: “Cos’è la bella Arte?”
… è ciò che ti cattura, emoziona, ciò che ti entra dentro e non puoi fare a meno di ammirare e magari portarla a casa …
Difficile spiegare cos’è il bello! Al di là dello stile e della tecnica, l’emozione nel vedere un’opera è sempre soggettiva.
Ogni epoca ne ha fatto memoria, è stata raccontata nei vari dipinti fino ai nostri tempi .
Molti sono gli stili, ne cito solo alcuni: classico antico, figurativo, impressionismo, espressionismo astratto …
E molte le tecniche: acquarello, pastello, pittura ad olio, tempera, affresco e tante altre …
Inoltre esistono i vari periodi artistici: Gotico, Barocco, Rinascimento, Manierismo, Neo Classicismo, Impressionismo ed Espressionismo, Dadaismo, Cubismo la pittura metafisica e molti altri movimenti arrivando ad altre espressioni artistiche come l’Arte digitale, concettuale e informale.
È molto vasto tutto ciò e cercare di esprimere cos’è il bello, è sempre complicato anche per chi fa cultura e chi è storico o critico d’arte, cosa, peraltro, che io non sono.
Dipingo e posso esprimere ciò che è per me: un’Opera è bella quando guardandola e leggendola, trasmette emozioni, come quando si incontra “un amore”.
Notte stellata – Vincent Van Gogh
Un Artista, se autentico e non solo commerciale, mette nell’Opera quel qualcosa in più che si vede, si sente e ti cattura! Nel dipingere il quadro emerge il vissuto e l’interiorità dell’esecutore attraverso le linee ed i movimenti, dove i colori ed i chiaroscuri danno il timbro ed il carattere all’emozione.
Tutto ciò non avviene così per caso, vi è un percorso profondo per trasmettere ciò che l’artista vuole esprimere.
Quando l’Artista vuole trasmettere un pensiero, un sentimento, una sensazione, avviene un dialogo con la tela ed il suo essere interiore, questa diventa il tramite per esprimere il suo sentire sia questo sofferenza o gioia e più si vive la tela e più ne rimane impressa l’anima.
Per me, quando un’opera trasmette tutto questo, è un’Opera bella.
La tecnica è importante per raggiungere il risultato ma non è sufficiente, quel qualcosa in più che ne fa
un’Opera d’Arte è “l’anima”, la sensibilità dell’Artista che, con la sua espressione, ti fa fermare a guardarla; la bella arte “parla”.

Autrice: Rosanna Romano / Roro

Giorgio Calza

LA MIA ISOLA
Come non potrei parlarvi di un Artista puro.
Ho scritto e presentato Artisti per ciò che sentivo e per ciò che mi suscitavano le loro opere; ora vi parlerò di un Artista molto speciale.

Calza Giorgio nasce il 12 ottobre 1978 a Brescia dove vive; i suoi contatti sono su Facebook.
Un ragazzo no anzi un Uomo, una vita speciale, una guerra vinta nonostante le infauste previsioni.
Un messaggio per i genitori e la grande scienza che, a volte, può non avere ragione; Giorgio ne è la prova.
Questo lo deve a se stesso che con grande caparbietà e forza di volontà ha voluto vivere in un mondo senza diversità, senza etichette gratuite in una società non preparata; lui ce l’ha fatta.
L’Arte è il meraviglioso prodigio di un evoluzione inaspettata. Giorgio ha imparato a convogliare e dominare il suo disagio mostrando al mondo i colori e le forme della vita. Un Genio.
L’artista Giorgio Calza è dotato di un’anima delicata e sensibile, e le sue Opere dimostrano la genialità interiore; un filo legato al tratto, una visione che, pezzetto per pezzetto, si compone in Opere uniche partorite dalla sua mente, da un suo stato d’animo che muove liberamente le sue mani.

L’Artista ha una padronanza ed un tratto carezzevole nelle sue composizioni a matita ed è qui che mostra la sua potenza e bellezza magistralmente trasmessa in ciò che di vivo e bello è in lui.



Nell’uso della china padroneggia con sapienza e crea disegni che lasciano stupito chi li guarda, un grafico in piena regola!
Giorgio quando si sente libero e sicuro di se, si avvicina ai colori con incastri incredibili e riconoscibili nella sua Arte così come nelle altre tecniche.
Compone Opere concettuali e con geometrie e forme realizza palazzi di città arricchendoli di dettagli minuziosi e simbolici, il tutto con un’esplosione di colore che ci riporta all’inizio, alla grande volontà e potenzialità che lo accomuna a tutti.

Abbina colori assurdi con un’armonia ed un dettaglio che lo contraddistingue ed è qui che si denota l’unicità dell’Artista.

Che dire… Grazie, figlio, per avermi donato il tuo mondo combattendo contro le ingiustizie e le etichette, che non dovrebbero esistere per nessuno, nè tantomeno esser fatte vivere negativamente; la diversità e il diversamente abile se aiutato può dare molto.
Con amore… continua a vincere la tua vita.
Autrice: Rosanna Romano / Roro
Giampiero Baldus

LA FORZA DI UN UOMO BUONO
Donna sarda
Giampiero Baldus nasce a Cagliari il 29 aprile del 1957.
Autodidatta, come buona parte degli amanti dell’arte, vi si accosta sporadicamente con un buon riscontro in ciò che esprime.

In questi ultimi anni l’Artista ricomincia a dipingere con ritmo costante e si delinea uno stile personale in cui lui si identifica che arriva a chi guarda le sue opere.

La sua stretta di mano è una forza ferma e nello stesso tempo molto aperta per comunicare a chi è attento e pronto a sentire, come le sue tele.

Giampiero, con i suoi tratti decisi, imprime un effetto visivo immediato nei volti sorridenti e marcati che esprimono voglia di vita; nei paesaggi che dipinge, prevalentemente della sua Sardegna, racconta una vita semplice dove riconosco personalmente ogni tratto di quella terra, avendola vissuta per molto tempo.

L’Artista sa far trasparire sempre la forza dei valori e delle tradizioni; ogni passaggio è e viene tramandato per le generazioni; ritrae volti, luoghi, semplici gesti quotidiani così come sono e come devono essere tra la gente.

Nel 2019 ha esposto le sue opere alla manifestazione Arte sui Navigli a Milano.

La sua prima mostra è stata a Luglio sempre del 2019 presso il Centro Culturale “Incontrarsi con l’Arte” a Milano.

Carissimo Giampiero, continua la tua ricerca e non fermarti; il tuo stile è già ben identificato e ti auguro moltissimi successi; sarebbero la giusta ricompensa alla tua Arte.
I sui contatti li trovate su Facebook.
Autrice: Rosanna Romano / Roro
Miki Grillo

GIOIOSITA’ E FRESCHEZZA

L’artista Miki Grillo è nato a Briatico ed abita a Novate Milanese.
Miki da sempre è un grande appassionato di fotografia, cosa che lo spinge ad immortalare e riportare su tela paesaggi, momenti e cose della vita che lo colpiscono, dove ritrova una visione profonda da raccontare dandogli un significato diverso dal solo guardare.

Partendo da questa passione si ritrova ad esplorare il campo della pittura da autodidatta mettendo su tela le sue istantanee.
La sua prima mostra di pittura la fa a Milano presso il Centro Culturale INCONTRARSI CON L’ARTE; quando gli è stato chiesto come si fosse trovato le sue semplici parole sono state: “mi sono ritrovato in una dimensione dove sto bene”.

Ho visto le sue opere alla mostra e mi hanno colpito per la felicità e l’ironia che sa esprimere attraverso i volti di bambini di ogni nazionalità; sa catturare l’anima gioiosa e pura.


Un artista che definirei limpido come uno specchio d’acqua, dove riflette la sua grande voglia di trasmettere un poco di leggerezza facendo barriera ai mali della vita.

Miki Grillo vede il mondo ancora con gli stessi occhi di un bambino innocente e non vuole uscire da quell’isola dove si può correre e rincorrere, ridere e dire senza nessun limite o pregiudizio in un gioco infinito fatto di felicità.


Miki esegue anche lavori su commissione, copie di diversi generi e artisti noti ma questo, come artista, non lo soddisfa; ciò che invece ama è la libertà della sua spontaneità che lo porta nella sua magica isola dove lui sta
bene.
L’Artista dipinge esclusivamente con colori ad olio, che padroneggia egregiamente.


Simpaticamente io lo chiamo “Spirigonzales” per la sua carica emotiva rimasta intatta!
Lo ringrazio di cuore per avermi permesso di raccontarlo un poco, sarà il tempo e l’esplorazione di se stesso a fargli individuare una cometa da seguire. Lo trovate su FB
Autrice: Rosanna Romano / Roro

Vittoria Salati e Vanni Mondadori

L’ARTE E LA FORZA, ESPRESSIVITA’ E SAPERE
E in fondo la luce, 60×70
Vittoria Salati nasce sull’Appennino Parmense, vive e lavora a Cambiago, Milano.
Ha frequentato l’ambiente artistico grazie al marito, Vanni Mondadori, estimatore d’arte di cui ne è stata attratta per ambo i casi.
La Fenice ed i suoi raggi, 80×80
L’Artista Vittoria, con la collaborazione del marito, ha creato uno stile unico nel genere, usando un supporto modificato fatto di un impasto di legno, carta e resine che viene inciso in superficie nei minimi dettagli e carteggiato per dare l’effetto tridimensionale in modo certosino e perfetto.
Le Opere sono magistrali nei vari simboli, vortici, forme ed ogni cosa lei ami; dà testimonianza a qualsiasi tema, anche e in modo specifico al Sacro dove la sua anima si fonde.
Maria Maddalena, 60×90
Vittoria si sente guidata a trasmettere tramite la sua capacità estrema di piegare la natura ad un suo volere, come fa con il legno, materiale solido ma vivo; come a seguire una missione che è propria dell’Artista, “l’esprimersi”.
Croce Blu, 90×50
Unica anche nel modo di usare i colori, rendendo gli acrilici come fossero smalti; decisamente esperta di tecniche.
Vittoria e Vanni hanno un’altra unicità: la cornice delle Opere diventa parte integrante della stessa tavola. Realizzano dei lavori completi che riscuotono molteplici consensi.
Gabbiani in volo, 60×60
I coniugi Mondadori – Salati dal 2009 collaborano nelle Opere dividendosi i compiti: la creazione delle stesse, forme e colori viene svolta da Vittoria, mentre Vanni si occupa delle incisioni, parte molto importante e difficoltosa.
Avendo conosciuto Vittoria ad una recente mostra, a dire il vero mi piacerebbe assistere alle loro composizioni, lei una roccia forte ma amabile e vulnerabile in tenerezza, lui serio e pacato, direi una perfetta combinazione.
La Fenice in fiamme, 90×70
Il 14 febbraio 2010 l’Accademia internazionale”GRECI-MARINO” ha onorato Vittoria Salati del titolo accademico Prof.ssa Accademica Corrispondente Sezione Arte.
Artista conosciuta in diversi paesi, Vittoria viene invitata ad esporre in Gallerie molto autorevoli, tra le quali La Casa Dei Carraresi a Treviso.
Ha partecipato, ottenendo notevole successo, a molte mostre personali e collettive, alcune presentate dal Prof. Vittorio Sgarbi.
Molte Opere di Vittoria Salati sono accompagnate da poesie di Poeti che le hanno dedicato il loro tempo ed i loro versi con il cuore in mano, UN GRANDE DONO!
Verde Africa, 50×50, solo dipinto
Chiacchierando un poco si conosce Vittoria e se ne rimane colpiti. Oltre alla sua vitalità si percepisce la profondità del sentimento e la lealtà viva che la contraddistinguono. Con lei non si può che sentire una grande comunanza e un’amicizia sincera.
Vittoria Salati è molto più di ciò che ho descritto come Artista; dove vi è una qualsiasi carenza, lei si schiera in prima linea e la fatica non la spaventa … lei c’è!
Dialogando con la luna, 70×70
Con grande piacere personale cito una Poesia, anche se so che non ama molto mostrarsi con le parole poiché si sente vulnerabile nel suo raccontarsi.
IL MIO TESORO
Il mio tesoro è
un cuore arato dal dolore,
diventato terreno fertile
per un amore fecondo.
Patrimonio…
che nemmeno il tempo,
può svalutare.
Parole ed opera di Vittoria Salati
Cuore a colori, 50×50. Opera digitale creata da una sua opera, stampabile su qualsiasi materiale si voglia.

I suoi contatti si trovano in tutto il Web, basta impostare il nome e si apre un mondo!
Un mondo fatto anche di Etichette di vari vini da lei progettate e disegnate, tenendo conto dell’origine di quel nettare.
Complimenti Vittoria e Vanni da, Rosanna e Ornella.
utrice: Rosanna Romano / Roro
Giacomo De Troia

RACCONTARE L’UOMO, IL MONDO – CON MILLE COLORI

Questa volta comincio dal fondo per arrivare all’inizio: qui vediamo l’artista Giacomo De Troia nel 2018 in “L’ARTE DI DE TROIA OLTREPASSA IL CONFINE DA LUCERA A INNSBRUCK IN AUSTRIA” .
Un grande Artista nonché maestro che, con impegno, professione e dedizione anche nel sociale, lo scorso anno è stato onorato del premio “Cattedrale del volontariato e dell’attestato di Merito -Benemerenza di maestro d’Arte pittore del volontariato 2017”.


Un Artista di poche parole ma di molti fatti; descrivere ogni sua tappa mi è impossibile perché vi è molto di cui parlare e non ho un volume a disposizione, ma raccontarlo come Artista e come amante dell’Arte questo sì.
Giacomo De Troia nasce a Lucera in provincia di Foggia nel 1961 dove tutt’ora risiede e continua il suo dialogo con il mondo intero.
Ho conosciuto Giacomo a Taggia durante la collettiva “Il Tocco dell’arte a Taggia” e devo dire che, osservando la sua pittura e la sua forma di espressione, mi riportò alla mente i cantastorie medievali, periodo dove si esprimeva la realtà con simboli come le maschere, per dare valenza all’uomo nei suoi vari aspetti o camuffamenti, nelle situazioni in cui non si voleva mostrare la realtà dei fatti.

Dopo aver letto la sua storia riesco a comprendere il suo essere Artista e, a dire il vero, è stata una sorpresa perché in un primo momento, non sono riuscita a leggerlo così a fondo, ma ora ne sono felice.
Giacomo usa figure fiabesche come racconto per aggirare uno scontro frontale con la realtà che è difficile da accettare; un modo di difendersi dai molti mali che ormai ci sono in questa società cosi scarna di valori e derubata anche di identità; conflitti continui in cui ognuno mostra la sua maschera per superare le avversità e sopravvivere.

L’Artista inizia i suoi lavori molto giovane con terra cotta, ceramiche, vetrate d’arte per cappelle e monumenti mortuari; poi, con la conoscenza degli acrilici, tele e pennelli, la sua arte trasmette con grande esperienza ciò che ognuno di noi cela dietro un pagliaccio (questo l’ho scoperto leggendolo) o una maschera ed i colori rapidi e decisi sottolineano lo stato d’animo e le situazioni; un’interrogazione celata come “Essere o non Essere”.
Il Maestro è anche un ottimo presepista ed ha ricevuto l’incarico dal Comune di Lucera per la costruzione della capanna della Natività realizzata con personaggi a grandezza naturale avvalendosi della collaborazione del maestro falegname Giuseppe D’Imperio.
Un pittore contemporaneo, intensamente umano nel raffigurare conflitti, contraddizioni, inquietudini e speranze dei mali di sempre .


Giacomo De Troia ha partecipato a più di 100 collettive e mostre personali sparse ovunque sul territorio nazionale ed oltre confine .
“Pittura a scuola” con Giacomo De Troia su YouTube, è portare l’arte a scuola! BRAVO!
Ho rivisto l’artista nella collettiva al Centro Culturale “INCONTRARSI CON L’ARTE” e sono stata colpita dal cambiamento così repentino nelle finiture dei colori.
Grazie, Giacomo, per avermi permesso di sbirciare nel tuo percorso artistico.
I suoi contatti: FB- http://giacomodetroia.weebly.com
Autrice: Rosanna Romano / Roro
Marina Gatto

IL TRATTO ESSENZIALE E PULITO CATTURA L’ATTIMO

Marina Gatto, Maestra d’arte contemporanea, nasce ad Avellino dove vive tutt’ora e lavora con la sua arte.
Dal 1990 esordisce esibendo le sue opere in mostre collettive e personali, e in vari concorsi in diverse località, riscuotendo successo.

Fin da bambina Marina ama il disegno (la pittura con i colori ad olio la sperimenterà successivamente), tecnica che il tempo e gli studi la portano a padroneggiare con la china e la grafite.
La sua passione la porta a frequentare gli studi artistici presso l’Istituto statale d’Arte, dove si diploma di nella sezione fotografia e grafica.

Il suo percorso comincia nell’esprimersi in tele Naif, dove la cura per i particolari sottolinea la sua capacità e la scelta del colore esprime il suo temperamento solare, a volte malinconico, ma nello stesso tempo sereno.

L’artista prosegue poi ritraendo vicoli, scorci o paesaggi marini, dove il tratto è pulito ed essenziale. Insieme all’olio l’Artista usa anche pastelli per dettagliare di più il particolare e per i volti, donando più corposità e volume.

La sua arte è una continua ricerca di idee e ispirazioni dove trasmettere colori e forme, e completa così la sua sperimentazione, che raccoglie strumenti musicali in abbracci di colori.

Nella sua maturazione, che ormai direi raggiunta, si sofferma sui volti dove traspare la dolcezza, la femminilità e la naturalezza. Marina rende omaggio alla figura femminile completandola con i suoi oli e rendendo armoniosa la descrizione dell’essere donna.

Un’artista colorata, oserei dire, dove il colore vivace domina ogni sua opera con risultati che dell’osservatore portano benessere, positività e pulizia; dove il superfluo viene immediatamente cancellato per rivelare uno specchio capace di riflettere la vera essenza della purezza, senza disturbi inutili.
Direi che Marina è molto abile nell’ imprimere subito nei suoi dettagli la perfezione dell’attimo che vuole immortalare senza mai trascurare ogni minimo particolare, libera sempre di una naturalezza genuina e infinita senza la minima ostentazione.

Marina Gatto, con infinito affetto ti dico grazie.
Potete contattare l’artista Marina Gatto sulle sue pagine Facebook e LinkedIn

Autrice: Rosanna Romano / Roro
Nadia Basso

STUZZICANTE ARTE

L’artista Nadia Basso nasce a Napoli nel 1968.
Nadia si diploma all’Istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, insegnante di “Arte e Immagine”.
Per anni insegna in diverse scuole di Napoli; il suo percorso incomincia con molte Mostre personali e collettive in luoghi prestigiosi; la sua prima collettiva, a soli nove anni in via Margutta a Roma, era dedicata alla fame nel Mondo.

L’artista predilige dipingere il Vesuvio nel suo modo più sentito ed originale e ritratti, dove fa percorsi su tematiche in cui si sente coinvolta; in particolare i volti più amati del nostro Cinema Italiano.

Nadia continua con i suoi ritratti dando onore a personaggi della Cultura e della Storia; Giovanbattista Vico, Giovanbattista Basile, Giuseppe Moscati ed in un bellissimo e recente ritratto della Giornalista Emilia Sensale.

Di lei la Giornalista Maria Grazia Scrima scrive una recensione per il mensile “Informare” in un’intervista dedicata ai suoi ritratti.
L’Artista Nadia Basso è impegnata tutt’ora sul tema molto sensibile della violenza che le Donne subiscono, realizza ritratti per questo dramma attuale, dove le sopraffazioni a volte vengono svelate prima che tutto
accada.
Questo dramma lo impersona con personaggi noti come; Miriam Macheba, cantante conosciuta come mamma Africa.

Un’Artista molto impegnata; ha collaborato e collabora nel mondo del Teatro e della Musica in spettacoli dove vi sono inclusi allestimenti d’Arte.
Attualmente partecipa alla Rassegna Teatrale “Finestre su Napoli” con la Direzione Artistica dell’attore Diego Macario, presso il Teatro “Lazzari Felici ” con Opere sue, a tema, per ciascuno degli spettacoli.

Ha realizzato una sequenza di ritratti nel documentario e cortometraggio “Liliana” diretto dal regista Emanuele Pellecchia ed interpretato dall’attore Umberto Del Prete come protagonista.
Uno dei suoi ritratti è stato esposto alla presentazione della prima assoluta presso Città Metropolitana di Napoli il 10 aprile 2018 ed il giorno seguente a Palazzo Venezia con una Panoramica dei Ritratti dedicati a Totò.

Nadia Basso ed i suoi Ritratti sono stati immortalati da grandi Maestri della fotografia, e molte sue Opere sono state recensite dalla Poetessa Maria De Michele; ha inoltre molte recensioni, interviste ed articoli fatti da persone conosciute e competenti.

La Basso espone con la sua Arte in molti luoghi che vi invito a scoprire nella sua biografia allegandovi i contatti: Nadia Basso Fb e sito Web, YouTube, LinkedIn ed altro.

Non li ho citati tutti ma è come se lo avessi fatto!
Le parole, il percorso ed i luoghi hanno già detto tutto dell’Artista e condivido la Notorietà ed il suo successo personale, per i quali mi congratulo con tutto cuore.
Mi piacciono i suoi volti molto puliti e con quel pizzico di caricatura che richiama fedelmente i personaggi da lei illustrati nell’opera, e la ringrazio anche perché mi rievocano cari ricordi di gioventù.


Autrice: Rosanna Romano / Roro
Carlo Piterà

Attualità nascosta – surrealismo intriso di REALISMO SENTITO
RANDAGI – 186 X 126 cm, 2018
Ancor prima di parlare dell’Artista mi fermo ad ammirare quest’Opera …
Esecuzione magistrale! Un senzatetto come ormai ve ne sono sempre di più in questa società; surreale il contesto del povero randagio in una autovettura vecchia e abbandonata, come lui … lui povero si addormenta serenamente con l’amico dei suoi giorni, con quel braccio alzato e quella carezza sospesa, scusate ma mi commuove! Triste realtà.
Sono felice ed onorata di aprire la rubrica del nuovo anno con questo Artista.
Carlo Piterà nasce a Belcastro, in provincia di Catanzaro; l’Artista dal 1956 è parte integrante della città di Genova, la sua vocazione artistica comincia dai primi anni di scuola; essendo il padre custode dei Musei di via Garibaldi, si sensibilizza ammirando l’Arte.

La sua prima premiazione avviene all’età di sette anni per la descrizione di un disegno sul tema del risparmio.
Carlo Piterà si diploma presso L’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Michelangelo Buonarroti” e per non deludere le aspettative del padre inizia la scuola di Architettura, ma dopo circa due anni sentendo preponderante il richiamo verso la pittura, si dedica esclusivamente a questa, abbandonando ciò che il padre avrebbe desiderato per lui.
Piterà è un autodidatta e negli anni continua la sua maturazione e idee che lo porteranno a ciò che è nel presente.
Generalmente, prima di iniziare un articolo, chiedo sempre all’Artista una sua frase che lo identifichi per poter stabilire una connessione nella lettura delle sue opere, Piterà così mi ha risposto:
“SONO UN ARTISTA PERCHE’ VOGLIO ELEVARE IL MIO SPIRITO, NON MI PIACE ELEVARE IL MIO CORPO PASTO PER I VERMI, LA MIA PALESTRA E’ L’ARTE, E SOLO LEI HA IL POTERE CHE IO CERCO, L’ESSENZA DELL’ANIMA”.
Certo una frase così al momento mette quasi soggezione, ma avendo pure io uno spirito artistico, cercherò di fare del mio meglio per descrivere i messaggi che riscontro nelle sue Opere, dal Surrealismo alla Metafisica, ed
il suo Metaforico dipingere il realismo più puro non facile da interpretare.
Mi scuso con l’artista Piterà se non menziono i successi che ha raccolto negli anni nel suo mostrarsi al mondo costellati di premi, recensioni, libri, insegnando le tecniche pittoriche;
sottolineo la sua eccelsa bravura e pensiero, riuscendo a stuzzicare o mettere un fermo immagine per stimolare chi guarda ad andare oltre la visione delle opere, confermando la coerenza del modo da lui descritto che ho citato.
MUSICA IN STRADA “RIMORSI”,
olio su tavola, 125 X 186, 2016
In quest’Opera “Rimorsi” l’Artista ritrae se stesso con una grande malinconia nel volto, una città, una strada vuota ed una notte scura con numerosi gabbiani in un cielo che inquieta. Quasi ogni finestra è illuminata e dietro vi è celata una storia, rimpianti e rimorsi; l’essere umano si sofferma nel pensiero ma non sempre si è responsabili dei fatti. I rimorsi, certo, oscurano ciò che ci circonda ed il rimpianto diventa malinconia.
“LA MORTE DI PINOCCHIO” – olio su tavola,126 X 186, 2016
Un ‘Opera straordinariamente bella “La morte di Pinocchio”, il cappello vola via come i nostri sogni o come libertà di un’anima.
Come potremmo stare senza il Pinocchio che tutti i cuori ospitano, compagno da sempre; uno spaventapasseri si infrange dove il vento ne scuote le vesti in un cielo scuro … chissà, forse preludio di una fine materiale.
Il caro Pinocchio ha lasciato il suo corpo legnoso per vivere una libertà umana che è un’ utopia.
Mi mancherebbe troppo, “almeno i sogni vorrei tenerli stretti nei ricordi”
“IL DUBBIO DI ONAN” – tecnica mista, 50 X 70, 1981
Opera superlativa “Il dubbio di Onan” … Carlo Piterà certo si va nel Biblico!
Davanti al bellissimo busto la tentazione, negarla o no! La mela, il peccato, la mano nera penso indichi la pratica dell’onanismo; mi fermo qui, non è argomento facile da descrivere; apprezzo l’opera per averla interpretata molto pudicamente e degna di un grande Artista quale è, anche se si definisce il manovale, perciò un elogio al suo umile esprimersi nel suo essere persona.
Non so se sono riuscita ad arrivare all’anima, però i pensieri espressi sono ciò che suscitano in me! Ognuno di noi ha un’anima diversa, sia per il suo vissuto, sia per nascita o intelletto e penso che l’importante è essere sinceri ed onesti con se stessi e verso gli altri senza arrecare disturbo alcuno;
ringrazio ogni qual volta si vede un’ Opera d’Arte e queste lo sono, non si può far altro che ammirarle in tutto il loro contesto.
Grazie all’artista Carlo Piterà.
Autrice: Rosanna Romano / Roro
Giorgia Profeta

Libera forza d’ istinti dirompenti.

Giorgia Profeta nata a Lavagna il 12 luglio 1972 è figlia d’arte; la mamma e la nonna materna sono Artiste conosciute.
Già da bambina vive ed assapora intorno a se l’Arte tra mostre ed eventi, assimilando molto ed è da qui che inconsapevolmente il suo io dirompente e ribelle si manifesta.
Giorgia, forse per una sfida con se stessa, sperimenta e spazia in molti campi persino la danza ma li lascia tutti sempre a metà, forse per paura di far emergere il potenziale che ha in sé che, per ragioni personali, concretizzerà nel tempo.

Ho conosciuto questa Artista e mi ha colpito immediatamente per il vigore espresso in quelle acque tumultuose di un mare di ricordi che emergono nella schiumosa essenza di umori.
Affascinata guardo Giorgia, artista anche nelle sue movenze e nel brillare dei suoi occhi, vivi e svelti come il segno delle sue pennellate e colori, lei stessa è un mare dirompente.
Sarebbe più giusto dire uno Tsunami.

Le sue sorprendenti Opere decisamente catturano; si esprime con forza nei colori dove si vede ciò che esce prepotentemente ed indipendentemente da lei.
Mette tutto anima corpo e mente, arrivando a sentire sofferenza per non riuscire, dice lei, “ad esternare ciò che sente e vive nel suo interno” … ma così non è, lo esprime eccome!

Sente la necessità di mettere ordine in se stessa ed inizia un percorso psicologico necessario per trovare ciò che in lei è diventato tormento, ha bisogno di ricostruire il suo essere per avere fiducia e serenità nell’accettarsi, e ricominciare “la sua nuova vita”.

Il suo percorso di maturazione la porta a proseguire una strada già cominciata e in quattro mesi è come, se per incanto, si fosse aperto il vaso di Pandora.
Non mi dilungo a spiegare ogni opera ma vi lascio trasportare ed emozionare.
Giorgia Profeta in breve tempo partecipa ad eventi conquistando segnalazioni e consensi in diverse esposizioni di rilievo; tra le sue opere, quella che mi ha colpito di più è “Il viottolo”… non servono molte descrizioni ma con pochi tratti ha fatto centro!
Sicuramente farà parte della rosa degli artisti emergenti e ne sono felice.
Una cosa mi sento di consigliare a Giorgia cioè quella di prendere più tempo e non avere fretta, assaporare ogni momento con lo stesso entusiasmo del primo giorno.
Non ti fermare, esplora quella via che vai cercando … la troverai, ma anche a te, come per tutti gli Artisti non basterà mai!
La potete trovare in Facebook e presso la sua casa laboratorio a Uscio (Ge) salita Olivi 26.
Con molta simpatia le mando un abbraccio.

Autrice: Rosanna Romano / Roro
Walter Zaramella

Il colore ne fa il racconto

Walter Zaramella nasce a Pordenone.
Scelgo sempre di raccontare l’artista che mi cattura l’attenzione e qui, devo dire, è molto forte.
Come dice lui stesso, “è difficile spiegare cosa ti porta a dipingere” affermando che è una cosa innata, “L’importante è non barare ma esprimere ciò che si è!”
Sono doti che si hanno sin dalla nascita e lui fin da piccolo manifestava questa forte sensibilità verso l’arte che è poesia, ed i colori, nel suo caso, dominano e liberano le emozioni.
Il suo percorso artistico da autodidatta comincia nel 1981; ad oggi è alimentato da molte recensioni di testate giornalistiche e riviste d’arte, ed una lunga lista di concorsi e premi segnano il suo percorso pittorico.
Walter è come un compositore di frammenti poetici che imprime nei suoi colori e gesti in una raffinatezza di pensiero puro.
La sua tecnica si basa usando dei colori puri, degli oli e della materia, lasciando traccia dei suoi pensieri in pennellate decise e veloci come per fermarne il ricordo, il pensiero, il racconto poetico di un attimo, un’impronta o segno marcato di una sua personale espressione pittorica dando piacevolezza a tutto l’insieme: una cromaticità eccelsa.
Le sue radici venete si riscontrano nei colori; Walter, con una grande capacità, accentua le luci sui colori in una simbiosi perfetta donando un raffinatissimo accordo a quell’espressione gestuale.

Un Artista che abbina ai tratti Impressionisti la sua informalità poetica, un insieme d’effetto e di poesia magistralmente dipinto.
Un artista di poche parole ma deciso e conscio di come i suoi segni dai colori equilibrati facciano vibrare l’anima e le corde di sentimenti profondi.
Con molto piacere ho descritto l’artista Walter Zaramella che saluto cordialmente.

Autrice: Rosanna Romano / Roro
Giovan Battista Rotella

ECCENTRICITA’ DI UN’IDEA CIVICA

Giovan Battista Rotella nasce a Gemiliano nel 1947, pittore e grafico.
Le sue prime rappresentazioni cominciarono all’età di 23 anni.
Lo studio dell’artista
Dopo una diecina di anni viene contattato da Virgilio Guidi che gli propone di mostrare le sue Opere alla Galleria “II Traghetto“ a Venezia, e sarà lo stesso Guidi a presentarlo in catalogo.
Nello stesso tempo stringe i rapporti con un altro Maestro che lo definirà come “umano e gentile”.
Autoritratto con modella
In quello stesso periodo tiene una mostra personale nella sede di “Prospettive per il Mondo”, rivista di Carlo Bo presentata in catalogo da Domenico Guzzi e inaugurata da Amintore Fanfani.
Fa conoscenza con Ugo Attardi e Gastone Breddo stringendo con loro una profonda amicizia.
Sera d’agosto
E’ molto dettagliata e lunga la descrizione dell’artista Giovan Battista Rotella; nella sua biografia si pregia di critici, premi, esposizioni di rilievo che lascio a voi consultare alla sua pagina internet.
Un Artista che comincia a cicli tematici, il primo dedicato alle donne, al mondo femminile, amanti e fanciulle che ancora non hanno ben capito il senso della perdizione, il confine a cui fermarsi.
Giornata di pioggia
Proseguono i suoi cicli con “Immagini d’Autore” e “Itinerario di un’esistenza”; per fare ciò si avvale e si ispira a testimonianze che si nutrono di poesia, malinconia, eleganza e colore, che insieme donano il timbro alla sua espressione.
Bella Epoque
Nel 1997 riceve da Vittorio Sgarbi il premio alla carriera.
La Rai e le televisioni private realizzano servizi su di lui e appare in molti cataloghi d’arte e riviste specializzate.
La sua grande particolarità è la riproduzione dei vari anni, anniversari, commemorazioni di personaggi o eventi storici riportati nei francobolli o cartoline postali, che danno memoria del passato attraverso la filatelia, unico mezzo, a quei tempi, per comunicare con gli scritti fedelmente e graficamente perfetti.
Questo impegno dimostra una predisposizione verso la coscienza civica, un’impressione ed una gestualità sempre emotiva come estremo atto di fiducia dei suoi pensieri e poesia.
Ritagli “BOTERO”
“UN LAVORO MINUZIOSO” molto singolare, unico nel suo genere.
Giovan Battista dipinge in modo splendido anche nelle opere più tradizionali come “Limoneto” splendido e realistico, “Scatola in soffitta” e “Girasoli” un opera con viole eccelsa!
Un Artista dalle molte sfaccettature, che non abbandona mai il suo concetto prefissato da percorrere, usando ogni tecnica sia studiata che elaborata nell’immagine da lui voluta.
Giovan Battista Rotella è un uomo di sensibilità civica elevata, e come Artista completa la pittura senza abbandonare la poesia, così facendo ha disegnato nelle sue opere un percorso storico.
L’Artista si distingue in ogni opera sia figurativa che espressiva; visionando i suoi lavori trovo una traccia di normalità accompagnata da magiche scene di esistenza e forti sentimenti.


Ringrazio molto l’Artista per avermi permesso di raccontarlo un poco.
P.S.: Personalmente apprezzo molto i suoi lavori verso le donne, mi piace molto “La poltrona dello studio” splendida e poetica.

Autrice: Rosanna Romano / Roro
Rosanna Romano, Artista nata a Gussago Brescia e vivo a Brescia. Amo dipingere, nasco autodidatta ,poi ho sentito il bisogno di approfondire le tecniche! ho partecipato per anni alla scuola bottega del maestro Amos Vianelli in contemporanea ho frequentato la Scuola d’arte in associazione artisti AAB dal Prof, Enrico Schinetti con cattedra al Santa Giulia Patrimonio dell’Unesco. Ho partecipato a numerose mostre ottenendo ottimi commenti! ed articoli su quotidiani. Con Piero Tramonta e Bruno Rinaldi ,artisti di fama internazionale ho partecipato con loro al primo sodalizio fra tennis e arte, agli internazionali di tennis della città di Brescia 2016 presentata e battezzata avanti al Sindaco della mia Città e esponenti di tale evento in sala stampa del Broletto a Brescia dal Prof. Floriano De Santis storico d’arte e critico d’arte come artista contemporanea nella realtà Bresciana. Conosciuta artista a Barletta e Roma.
La brescianità nell’Arte: PICASSO, DE CHIRICO, MORANDI
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 Rosanna Romano –
19 Gennaio
MOSTRAI passaggi storici dei movimenti ed le varie espressioni artistiche nelle collezioni private di famiglie importanti bresciane, fino a farne diventare mano mano con amore importanti collezioni di interesse museale.
picassoNon a tutti è capitato di poter vedere ed ammirare in queste abitazioni private un Picasso o un celebre dipinto di De Chirico o una vasta collezione di Morandi. Questa mostra darà a tutti la possibilità di godere della vista di queste opere di valore inestimabile.
morandi
La Mostra, che durerà 20 settimane e Palazzo Martinengo, conterrà e diventerà il tempio del collezionismo privato bresciano.
Tutto questo lo dobbiamo al grande e raffinato lavoro di ricerca del Curatore Davide Dotti, dopo anni di ricerche molto sentite ed appasionate.giacomo ballaQuattro anni sono passati dalla precedente mostra esposizione del Rinascimento: Barocca, Moretto, Savoldo Ceruti. 100 capolavori sempre nelle collezioni private bresciane ed ora, lo stesso curatore, Davide Dotti, propone al pubblico questo nuovo appassionato percorso dei capolavori gelosamente conservati nelle prestigiose case di Brescia e provincia.
Il percorso espositivo presenterà in anteprima mondiale un capolavoro di Pablo Picasso del 1942 “Natura morta con testa di toro”.

Il percorso sarà esplorativo nelle correnti e nei vari movimenti artistici, nel corso degli anni, dove alcune opere saranno inedite e mai esposte al pubblico.
Esposti vari pittori lavoratori BRESCIANI, Basiletti, Inganni, Filippini, Bertolotti, Soldini”, poi i grandi maestri dell’Ottocento, Boldini, De Nittis, Fattori, Zandameneghi”, si va verso la modernità del Bolla, Boccioni e Depero che esaltarono il mito del progresso, velocità e dinamicità, De Chirico , Savino e Severini con le magiche espressioni metafisiche del ritorno degli anni 20 e 30 del Novecento di cui i massimi interpreti , Siriani, Morandi e Carrà, arrivando all’arte informale nata come reazione alle sofferenze e disagio interiore vissuto dopo la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale per Fontana, Burri, Vedova e Manzoni fu creare una nuova espressione rispetto ad ogni forma d’arte rapportabile alla tradizione pittorica precedente.
SEVERINILe loro opere furono improvvisazione, forte gestualità nei tratti e pennellata, il segno che da traccia, incidere, tagliare o bucare la tela danno inizio ad un evento artistico perchè svuotato da ogni valore, si conclude nello stesso attimo del creare.
Lo sconvolgimento del bello o estetico compiuto da questi quattro maestri fu talmente forte da cambiare buona parte delle produzioni artistiche nei decenni a venire, tutt’oggi continuano ad essere ispirazione nell’arte contemporanea.

Una grande opportunità per il pubblico entrare virtualmente nelle più belle dimore bresciane e provincia ed in via eccezionale visionare , opere di straordinario valore storico ed artistico.
Con gratitudine ringrazio il Curatore Davide Dotti per il grande lavoro di ricerca.